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Viterbo, elezioni comunali. Centrodestra al voto in ordine sparso

Mattia Ugolini
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Comunali, salta il tavolo del centrodestra: Lega, Forza Italia, Fondazione e Udc potrebbero correre separati alle urne. Alla fine, dopo giorni in cui si è detto tutto ed il contrario di tutto, la trattativa per trovare un candidato sindaco condiviso è andata a monte. Si è arrivati a questo epilogo nonostante il disperato tentativo di mercoledì, quando, da Viterbo, i leader locali si erano spostati a Roma, sperando che un tavolo nazionale potesse risolvere la situazione. E, invece, neanche gli alti dirigenti parlamentari sono riusciti a raggiungere un compromesso.

 

Da quel che si sa, FI, Udc e Fondazione erano arrivati nella Capitale con un accordo di massima sul nome di Gianmaria Santucci, mentre la Lega, rifiutando il nome civico, ha continuato a premere su Ubertini. Gli stessi vertici romani leghisti, di fronte ad un quadro del genere, sono rimasti abbastanza perplessi fino a quando, spazientiti, non hanno chiesto a Fusco ed Evangelista di spiegare le loro ragioni. Questi ultimi, secondo fonti accreditate, avrebbero risposto argomentando che il partito, qualora fosse stato annunciato un appoggio ad un candidato diverso da Ubertini, si sarebbe spaccato. Altre voci di corridoio, invece, raccontano che il vero motivo dietro l’inflessibilità di Fusco sarebbe ben diverso, ossia legato al fatto che, tutt’ora, la lista della Lega sarebbe incompleta e le chance di eleggere un consigliere, in caso di sconfitta senza un proprio candidato sindaco, sarebbero dunque esigue. In poche parole, il Carroccio viterbese vorrebbe avere la certezza di piazzare un proprio esponente nel prossimo consiglio comunale. Obiettivo possibile solo mediante una candidatura di Ubertini, o di un altro leghista, appoggiata dagli alleati. Ma Marini, Santucci e Brachetti hanno risposto picche, e i dirigenti nazionali non hanno potuto far altro che prendere atto dello stato dell’arte, mandando tutti a casa.

 

I contatti tra le parti sono comunque proseguiti, nonostante la trattativa si sia arenata. Non è da escludere che il dialogo possa riprendere ma, ad ora, l’ipotesi più probabile è quella che vede le strade dei quattro partiti separarsi. Ieri sera, Santucci ha ricevuto un mandato esplorativo dal gruppo di Fondazione. I civici ora interloquiranno a 360 gradi con tutti gli schieramenti, fermo restando che l’intenzione è quella di restare nel campo del centrodestra senza andare ad abbracciare il Pd. Per quanto riguarda la Lega, dagli ambienti vicini a Fusco non trapelano informazioni. Il Senatür si è trincerato, ormai da diversi giorni, nel silenzio stampa e, dunque, non è possibile sapere quale percorso intraprenderà. Un’alleanza con Fratelli d’Italia è difficile, finché permane la candidatura della Allegrini. Più facile una corsa in solitaria. C’è infine Forza Italia, nella posizione più complessa: si dice che gli azzurri, di fronte ad un contesto deteriorato, potrebbero abbandonare il proprio simbolo per entrare nel centrosinistra, anche perché su di loro vige una sorta di veto di FdI. Nella giornata di oggi potrebbero arrivare ulteriori colpi di scena, magari direttamente da Roma.