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Viterbo, minaccia trentenne su Facebook poi gli spacca la testa con un sasso

Valeria Terranova
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Dapprima minacciò un trentenne su Facebook. Pochi giorni dopo dalle parole passò ai fatti prendendolo alla testa con dei sampietrini. Si è apert davanti al giudice monocratico Roberto Cappelli, il dibattimento che vede sul banco degli imputati un ventenne, di origini romene, ma residente a pochi chilometri dal capoluogo, accusato di lesioni personali aggravate e minacce ai danni di un trentenne, viterbese. L’imputato, difeso dall’avvocato Federica Ambrogi, tra l’aprile e il maggio del 2020, avrebbe cercato e contattato la presunta vittima su Facebook e in diverse occasioni avrebbe inviato dei messaggi vocali intimidatori sul programma di messaggistica associato al social network. “Tu me la paghi per sta cosa, me la paghi, ma di brutto…” avrebbe detto il giovane, promettendo al trentenne che sarebbe andato a cercarlo, tanto che nel tardo pomeriggio del 31 maggio di due anni fa, lo avrebbe intercettato in una delle vie del centro e tra i due sarebbe scoccata una discussione dai toni molto accesi.

 

In quella circostanza, l’imputato, raccogliendo dei sampietrini dalla pavimentazione stradale, avrebbe colpito il trentenne ferendolo alla testa per poi dileguarsi, lasciando l’antagonista sanguinante. Il ragazzo rimasto tuttavia cosciente nonostante la ferita fu soccorso dagli operatori sanitari del 118 e venne trasportato di corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove fu sottoposto a opportuni di accertamenti clinici. Durante la breve degenza al trentenne fu riscontrato un “trauma cranico minore” e se la cavò con una prognosi di 10 giorni.

 

La denuncia presentata dalla presunta vittima nei riguardi dell’aggressore risale agli inizi del mese successivo, a distanza di pochi giorni dall’accaduto. Il trentenne, nel corso della seduta dedicata all’ammissione delle prove, si è costituito parte civile nel procedimento con l’avvocato Luigi Mancini, secondo il quale il proprio assistito sarebbe stato accusato ingiustamente dall’imputato. Da quanto sembrerebbe emergere finora, il movente che avrebbe fatto da sfondo alla rivalità tra i due poi sfociata in un’aggressione sarebbe legato a un ipotetico spaccio di droga. 
Aspetto che verrà approfondito e verificato nel prosieguo del processo che riprenderà il 29 ottobre con le deposizioni dei primi tre testimoni del pubblico ministero.