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Viterbo, tavoli all'aperto per i ristoranti. Proteste per il ritorno della Tosap

Daniela Venanzi
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Il grido d’allarme per la categoria della ristorazione viene lanciato da Fondazione nelle persone di Alessia Mancini e Paolo Barbieri. A Viterbo dopo la fine dell’emergenza sanitaria, si dovrebbe tornare a pagare la Cosap, relativamente alla concessione per il suolo pubblico. In sostanza tutti quei bar e ristoranti che, dopo aver avuto mesi di chiusura e batoste economiche non indifferenti e che avevano avuto almeno il sollievo della sospensione di questo pagamento, si trovano a dover fare fronte di nuovo all’imposta. Un ritorno alla normalità che in realtà così non è.

 

“In particolare ad essere colpito è il centro storico, ma non solo - spiega Alessia Mancini - in questo momento è fondamentale poter dare ancora il sostegno da parte dell’amministrazione comunale. Per tale motivo chiediamo al commissario di sospendere questa tassa o di prevederne il rimborso. Tra l’altro l’emergenza sanitaria - spiega ancora Mancini - non è terminata e rimangono alcuni vincoli da osservare, e in più se prima la spesa alimentare o i prodotti utilizzati costavano cento ora sono praticamente raddoppiati. Ce ne accorgiamo noi che facciamo la spesa figuriamoci chi con gli alimenti ci lavora. Mettiamoci anche le bollette di gas e di energia che sono saliti alle stelle e il quadro è veramente a tinte fosche. Poter intervenire magari per compensare una bolletta, sarebbe non solo dal punto di vista economico ma anche psicologico, un modo per dare vicinanza e sostegno”. Tra l’altro molti dei bar, piadinerie, gelaterie, e punti ristoro hanno contribuito a rinnovare l’immagine della città. “Diciamo pure - continua Mancini - che sono dei salotti a cielo aperto, privare di questi dehor i cittadini e i turisti sarebbe una caduta di stile, un ritorno al passato. Senza dimenticare che, per chi ha sofferto la chiusura e l’aumento dei costi, questo significherebbe ridurre drasticamente il numero e la possibilità di accoglienza. Ho ricevuto numerose telefonate e richieste di aiuto da parte di commercianti e ambulanti e per questo abbiamo deciso di intervenire. Non mi pare il caso in questo frangente sia percorribile rimettere la tassa così come era stata pensata prima della pandemia”.

 

E che il clima sia tutt’altro che sereno lo dice anche Paolo Bianchini portavoce dei ristoratori: “Questa di non prorogare l’esenzione del suolo pubblico è una porcata - esordisce senza mezzi termini - avevamo fatto proposte di buon senso al governo ma sono tutte cadute nel vuoto. E con l’inflazione che ha raggiunto livelli di guardia la situazione è peggiorata ancora di più. Un ragionamento semplice - se prima si stava a casa, quando si usciva poi si era disposti anche a spendere, ora che tutto è aumentato la gente non ha più le disponibilità, e quindi taglia proprio il nostro settore. Adesso a Viterbo si lavora solo nel fine settimana e gli altri giorni siamo costretti a lasciare a casa il personale senza più la cassa integrazione prevista dal Covid e questo con le conseguenze che tutti possono immaginare. Il comune da parte sua potrebbe dare sollievo ora che arriva la bella stagione con la sospensione della Tosap, così da rimanere inalterato il numero della capacità di ospitare, ma capiamo che vanno individuati fondi di bilancio, per coprire questo mancato incasso, e con il Commissario, scelte diverse da quelle governative le vedo difficili da attuare. Non siamo lamentosi - conclude - rappresentiamo la realtà. E in questo momento a sopravvivere sono solo le grandi catene quelle del basso costo e del fast food o i cinesi”.