Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, bombe sotto casa della ex. Sessantenne a processo per stalking e violenza sessuale

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Piazzò due bombe artigianali nei pressi della palazzina delle case popolari in cui viveva l’ex compagna e imbrattò con della vernice nera l’androne dell’edificio tracciando delle croci sui muri. Dopo anni di soprusi e l’ennesimo episodio raccapricciante lei lo denunciò. È la storia di una 47enne, di origine romena, residente a Marta, che nella primavera del 2018 decise di troncare definitivamente la relazione con l’ex fidanzato, 60enne, finito agli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico a maggio dello stesso anno, a seguito di una escalation di atti persecutori contro la donna, e ora a processo con le accuse di violenza sessuale e stalking. 

 

Alla fine del febbraio del 2018, il 60enne, assistito dall’avvocato Samuele De Santis, avrebbe costretto la quarantenne a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà, nonostante nell’appartamento ci fosse il figlio minore della donna. Inoltre, non rassegnandosi alla rottura definitiva, avrebbe minacciato attraverso l’invio di lettere minatorie anche l’allora datore di lavoro della 47enne, proprietario di un ristorante a Bolsena, il quale a sua volta sporse una denuncia contro il sessantenne e licenziò la donna. L’imputato fu anche indagato per resistenza a pubblico ufficiale, minacce e danneggiamento per aver tentato diverse volte di manomettere il dispositivo digitale di controllo. Mercoledì hanno sfilato in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini alcuni vicini di casa della vittima, costituitasi parte civile nel procedimento.

 

 

“La mattina del 13 marzo del 2018 mio marito che era da poco uscito di casa tornò indietro per dirmi che l’entrata del nostro palazzo era tappezzata di croci nere – ha raccontato una trentenne-. Poi venni a sapere dalla diretta interessata che abita al pianoterra che questi segni erano stati dipinti anche vicino alla sua veranda. So che tra loro era finita, ma lei continuava ad avere paura dell’ex convivente. Temeva che potesse far del male a lei e a suo figlio”. Successivamente è stato sentito un 75enne, anch’egli inquilino dello stesso stabile. “In due occasioni i carabinieri dovettero evacuare il palazzo per permettere agli artificieri di disinnescare gli ordigni posizionati da questo signore”, ha riferito il testimone. La denuncia decisiva da parte della 47enne risale a poche ore dagli atti vandalici del marzo di ormai 4 anni fa, quando l’uomo l’avrebbe assalita mentre nel frattempo si era recata alla caserma dei carabinieri dove le telecamere del circuito di videosorveglianza immortalarono l’aggressione. Il dibattimento proseguirà il 9 novembre.