Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, rifiuti nel centro storico. Lotta agli incivili: caos in centro storico. Appalto prima del voto

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

La prima notizia è che il nuovo appalto pluriennale dei rifiuti - che sostituirà l’appalto ponte attuale – sarà bandito prima delle elezioni, probabilmente per evitare che ci metta mano la nuova amministrazione. La seconda notizia è che se si vuole raggiungere l’obiettivo di una città finalmente pulita, prima che il gestore dell’igiene urbana, bisognerà cambiare la testa dei viterbesi, che in materia di conferimento dei rifiuti sono all’anno zero, o quasi. E’ quanto emerso martedì scorso dalla conferenza stampa con cui il subcommissario prefettizio Giuseppe De Cesare, il dirigente del settore ambiente Eugenio Monaco, insieme ai vertici della Viterbo Ambiente, hanno fatto il punto sulla notte dell’igiene urbana.

 

Notte fonda, a giudicare dai numeri forniti da Pierluigi Tortorella, Maurizio Mariani e Mauro Della Valle, rispettivamente tecnici e ad della società che gestisce (in proroga) l’appalto ponte dei rifiuti: su 11 strade del capoluogo sottoposte a monitoraggio, nell’ottobre 2021 il 78% dei residenti ha conferito i rifiuti ad mentula canis, ovvero in modo non conforme, nei sacchi anziché nei mastelli distribuiti. A settembre 2020 la percentuale era stata del 79%, poi scesa al 69,3 durante la piena ondata Covid del marzo 2021. Uno dei pochi effetti collaterali positivi della pandemia. “Se dovessimo rispettare alla lettera il contratto – ha spiegato Tortorella – dovremmo lasciare i sacchi non conformi in strada con attaccato il bollino. E Viterbo sarebbe un grande immondezzaio”.

 

La situazione peggiore è quella del centro storico, dove all’inciviltà si somma il problema dei residenti non censiti e privi di contenitori, ma anche fuori le mura c’è da lavorare. Soprattutto sul fronte delle isole di prossimità, che come noto rappresentano il tallone d’Achille del vecchio appalto. Con l’introduzione della cosiddetta tariffa puntuale – si paga la Tari in proporzione ai rifiuti prodotti dalla singola utenza e non più in base ai metri quadri dell’abitazione e al numero degli occupanti – la situazione dovrebbe migliorare, a patto che venga debellato prima il fenomeno dell’abbandono. Monaco ha poi ricordato come da una raccolta differenziata fatta come Dio comanda i viterbesi avrebbero tutto da guadagnare in termini economici, perché già oggi dalla vendita di ferro, plastica e metalli puliti il Comune incassa 700 mila euro l’anno. Il nuovo bando, si diceva. Ricalcherà grosso modo quello ponte: la città sarà divisa in tre zone e sarà dotata di una nuova isola ecologica. Il vincitore si aggiudicherà una torta da 10 milioni.