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Viterbo, incendio ceramica a Gallese. Aria ancora monitorata dall'Arpa

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Una ditta specializzata si occuperà della bonifica del sito industriale allo Scalo andato in fiamme nella mattinata di lunedì. Lo ha assicurato il management della Gsi ceramica durante il tavolo con i sindacati che è servito, martedì, ad assicurare un paracadute tramite gli ammortizzatori sociali ai 185 addetti dell’impresa più una trentina di lavoratori a somministrazione.

 

 

Un’azienda specializzata che si metterà al lavoro da subito per individuare le operazioni per bonificare l’area e far partire in tempi stretti l’operazione per rimettere in moto il sito industriale che negli ultimi anni aveva puntato molto sugli stabilimenti di Gallese e che aveva in programma una serie di investimenti che, almeno nella volontà dell’azienda, ci saranno comunque anche se bisognerà fare i conti, per forza, con quanto è accaduto.

 

 

L’azienda dovrà monitorare la situazione per eliminare dal sito le sostanze potenzialmente pericolose che possono essersi sprigionate con l’incendio. In questo senso l’Arpa Lazio è al lavoro già dalle ore successive al rogo per monitorare l’aria nella zona. Sono state posizionate da martedì delle centraline per il monitoraggio dell’area che serviranno poi alle autorità per dare dati aggiornati alle autorità, in primis il sindaco di Gallese che lunedì ha firmato un’ordinanza, non ancora revocata, che impone di tenere chiuse porte e finestre per impedire il passaggio di possibili inquinanti, il divieto di manifestazioni all’aperto, l’esposizione di prodotti alimentari all’aperto e la raccolta con conseguente consumo di frutta e verdura in tutto il territorio. Il tutto in attesa di avere un quadro dei dati sulla qualità dell’aria che dovrebbero essere consolidati entro un paio di giorni.

 

Sul posto oltre ai tecnici dell’Arpa è intervenuto, fin da lunedì, personale della Asl, sia dell’ufficio igiene pubblica che quello per il controllo dei luoghi di lavoro.  I capannoni danneggiati dall’incendio sono tre compreso quello per gli smalti e per impastare. danni anche a una parte degli uffici. Una stima non è stata ancora fatta, tuttavia si parla di milioni di euro.