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Viterbo, incendio in fabbrica. 185 dipendenti in cassintegrazione

Luca Feliziani
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Allo Scalo è il giorno della conta dei danni. Materiali e morali. Dopo la mattinata di rabbia e apprensione, ieri è stato il momento, non meno doloroso, della riflessione. Il bilancio dell’incendio che lunedì ha devastato l’azienda di arredi da bagno in ceramica Gruppo sanitari Italia, è pesantissimo. Difficile una stima economica ma lo stabilimento dello Scalo resterà di fatto fermo per almeno tre mesi. E questo, da solo, basta a spiegare la gravità della vicenda.

LAVORO
Ma se l’azienda si ferma significa che si fermerà anche il lavoro per circa 200 persone. E questo è uno dei risvolti più tristi della storia, con 200 famiglie ora appese a un filo di speranza. La volontà di tornare alla normalità c’è tutta ed è stata espressa dalla proprietà. Ma intanto tutto, o quasi, si ferma. E ieri mattina sindacati, rsu e vertici aziendali si sono incontrati per parlare della situazione dei lavoratori della Gsi. Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e rsu da una parte e vertici aziendali Gsi dall’altra, hanno sottoscritto l’accordo che prevede la cassa integrazione per 185 lavoratori per 13 settimane con decorrenza da ieri con la possibilità che la stessa cassa possa essere prorogata alla scadenza per altre 13 settimane. Sarà l’azienda ad anticipare ai lavoratori la cassa integrazione e la stessa azienda, compatibilmente con le esigenze tecnico organizzative e con la fungibilità delle qualifiche e delle mansioni, ove possibile, ad effettuare la rotazione del personale interessato.

AMBIENTE 
In attesa dei risultati delle analisi effettuate da Arpa e Asl su campioni di terra, aria e acqua, resta ancora in vigore l’ordinanza emanata lunedì dal sindaco di Gallese, Danielo Piersanti. Ordinanza che vieta l’esposizione di alimenti fuori dai negozi o consumare frutta e verdura raccolte dai campi. Divieti che resteranno fino ai risultati delle verifiche degli enti preposti.

 

SOLIDARIETA’ 
Vicinanza ai lavoratori e all’azienda in queste ore è arrivata dal mondo politico e imprenditoriale. “Siamo profondamente colpiti e dispiaciuti da quanto accaduto stamane alla Gsi Ceramica, azienda leader nella produzione di sanitari e arredo bagno, uno dei poli di eccellenza del distretto ceramico di Civita Castellana - ha detto il presidente di Unindustria, Sergio Saggini -. A nome di Unindustria esprimo la totale vicinanza alla società e a tutti i dipendenti. Siamo in contatto e a disposizione dell’azienda per fornire il necessario supporto in questo delicato momento. Vicinanza anche dall’amministrazione comunale di Civita Castellana. “Vicinanza e solidarietà alla società e ai dipendenti colpiti da tale evento. L’auspicio, nonostante il momento altamente delicato causato dalla crisi energetica che già attanagliava il settore ceramico e dall’incertezza a livello internazionale generata dal conflitto in essere, è quello di una pronta ripresa dell’attività”.