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Viterbo, fabbrica in fiamme a Gallese, rischi per l'ambiente

Luca Feliziani
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Sono rimasti per ore a guardare impotenti quella colonna di fumo nero che saliva in cielo alimentata dalle fiamme che nel frattempo stavano distruggendo la loro fabbrica. Il loro futuro. I lavoratori della Gsi di Gallese all’inizio hanno cercato invano di spegnere il fuoco, poi sono corsi fuori per mettersi in salvo. Era da poco iniziata la loro giornata di lavoro ma le fiamme hanno cambiato i programmi. Poi sul posto le squadre dei vigili del fuoco, cinque in totale, arrivate da Viterbo e Civita Castellana che hanno impiegato 4 ore per domare le fiamme.

Sul posto anche i carabinieri e i tecnici dell’Arpa per i primi esami sull’aria e sull’ambiente. Per capire, cioè, se quella enorme colonna di fumo nero abbia provocato danni, non solo a Gallese, ma in tutta la zona. Una colonna di fumo ben visibile anche a molti chilometri di distanza, tanto che il sindaco umbro di Narni, Francesco De Robotti, ha chiesto all’Arpa Umbria di monitorare costantemente la situazione. Stessa cosa a Magliano Sabina dove l’amministrazione comunale ha verificato le condizioni ambientali. “Purtroppo - si legge sulla pagina ufficiale dell’amministrazione comunale di Magliano - c’è un vasto incendio nella zona industriale di Gallese Scalo. Ci stiamo coordinando con le autorità del luogo per prestare eventuale assistenza e verificare le condizioni ambientali. La colonna di fumo nero è imponente, mentre le autorità competenti stanno facendo le dovute verifiche raccomandiamo alle zone del territorio più vicine di tenere chiuse le finestre”.

Apprensione anche ad Otricoli, Orte e in tutta la valle del Tevere. Situazione delicata che ha indotto il primo cittadino di Gallese, Danilo Piersanti a emanare un’ordinanza nella quale ha richiamato la popolazione a mantenere la chiusura di porte e finestre delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, vietando inoltre di svolgere manifestazioni ludico-sportive all’aperto; di esporre prodotti alimentari fuori dagli esercizi di vendita; raccogliere e consumare frutta e verdura fino al cessato allarme. Cessato allarme che dovrebbe arrivare già nella giornata di oggi, dopo che l’Arpa avrà svolto le sue analisi.