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Viterbo, rubava a disabili e anziani. Alla sbarra badante 44enne

Valeria Terranova
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Avrebbe derubato anziani e disabili affidati alle sue cure. Pesanti i capi d’imputazione per una badante viterbese di 44 anni, da ieri alla sbarra con l’accusa di aver sottratto gioielli e oggetti preziosi dalle abitazioni di alcuni datori di lavoro. I preziosi sarebbero poi stati rivenduti a negozi di compro oro. Ieri in aula era presente solo una delle vittime, costituitasi parte civile nel procedimento contro l’imputata rappresentata dall’avvocato Remigio Sicilia, il quale, nel corso dell’udienza, ha avanzato un’istanza di rito abbreviato, condizionato sia a una perizia grafologica da effettuare sulle ricevute rilasciate dai negozianti, che al deposito di una documentazione piuttosto copiosa, relativa alla vicenda che vede implicata la donna, la quale, secondo il difensore, sarebbe titolare di un solo conto corrente sul quale non sarebbe transitato alcun assegno.

A tale proposito, sin dalla fase preliminare, il legale della donna ha sostenuto che i conti non tornerebbero in quanto, a suo avviso, sussisterebbero delle incongruenze tra i monili che furono individuati e sottoposti a sequestro e le stime effettuate successivamente. A suo dire si tratterebbe di ornamenti diversi, il cui furto non sarebbe imputabile alla propria assistita. La donna finì nei guai a fine novembre 2021, quando gli uomini della squadra mobile eseguirono la misura cautelare dell’obbligo di dimora disposta nei suoi confronti. Durante i sopralluoghi compiuti nell’ambito delle investigazioni furono recuperati e sequestrati alcuni oggetti preziosi, tra i quali un solitario, una veretta con diamanti e un anello di manifattura ricercata e pregiata. L’imputata, da quanto si apprese da una nota della questura trasmessa all’epoca, era stata già in passato segnalata all’Autorità giudiziaria per reati simili.

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, la 44enne avrebbe agito mettendo in atto un modus operandi costante, facendosi assumere da persone anziane o con problemi di autonomia e mobilità e dopo essersi guadagnata la fiducia delle vittime avrebbe portato via gioielli, argenterie e oggetti di valore, per poi interrompere all’improvviso i rapporti lavorativi fornendo giustificazioni inverosimili. Il bottino che la 44enne avrebbe raggranellato ammonterebbe a poche migliaia di euro. In conclusione dell’udienza, il giudice Elisabetta Massini, prendendo in considerazione le richieste formulate dal difensore, si è riservata e comunicherà alle parti quanto stabilito il prossimo 28 aprile.