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Scuola Viterbo, in vista per settemila precari l'aggiornamento graduatorie

Massimiliano Conti
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Sono circa 7 mila i docenti precari viterbesi, o aspiranti tali, che da fine aprile saranno chiamati ad aggiornare, attraverso una procedura interamente informatizzata, il proprio punteggio nelle Gps, le graduatorie provinciali per le supplenze. Per i docenti in possesso dei requisiti richiesti è previsto invece l’inserimento ex novo (laurea + 24 Cfu) in un’unica provincia. Saranno proprio le Gps il principale canale di reclutamento dei docenti nel prossimo anno scolastico che - alla luce del colossale flop del concorso ordinario (95% di bocciati) - vedrà ancora una volta centinaia di cattedre scoperte.

Il 28 marzo il ministero dell’Istruzione, nel disporre la proroga delle Gps (con annesse graduatorie di istituto) per i prossimi due anni, ha presentato la bozza dell’ordinanza per l’aggiornamento. Per evitare di arrivare lunghi con i tempi - considerata anche l’elevata percentuale di errori che si è registrata nell’estate 2020 - quest’anno si è deciso di anticipare l’aggiornamento. In questo modo si rischia tuttavia di tagliare fuori una buona fetta di coloro che attualmente stanno conseguendo i titoli, come sottolinea Silvia Somigli, segretaria provinciale della Uil Scuola, secondo cui le date previste per gli inserimenti con riserva, il 15 o il 20 luglio, sono premature.

“Queste date non garantiranno a tutti coloro che si stanno abilitando su materia o specializzando nel sostegno - spiega la sindacalista - di sciogliere per tempo la riserva, considerando che molte sessioni di laurea in Scienze della formazione primaria sono già calendarizzate oltre il 20 luglio e non si sa ancora quando lo saranno quelle per il sostegno”. Nello stesso tempo, sottolinea Somigli, si crea una discriminazione tra chi si deve abilitare o specializzare per l’inserimento in prima fascia e chi si deve laureare o diplomare per l’inserimento nella seconda: “Non si capisce perché l’inserimento con riserva debba essere previsto solo per i primi mentre negato, invece, per chi si deve laureare o diplomare”, continua la segretaria della Uil Scuola, che ribadisce l’importanza di garantire a tutti le stesse opportunità.