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Elezioni comunali Viterbo, guerra per accaparrarsi i candidati

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Nell’attesa che Forza Italia comunichi ufficialmente a Lega e Fondazione-Udc (oggi, forse domani) i nomi di chi entra nel centrosinistra, la guerra elettorale si sposta sul campo di battaglia dei candidati a consigliere. Al riguardo, posto che non è facile per nessuno trovare 32 cittadini disposti a metterci la faccia, giungono notizie di presunte pressioni più o meno convenzionali che qualche partito, tra quelli più strutturati, starebbe esercitando per rubare nomi agli altri o per consigliargli di non scendere in campo. Si parla di precari che sarebbero stati avvicinati rappresentandogli che non converrebbe schierarsi. Un fatto, se confermato, gravissimo se è vero che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, che va garantito a tutti. Indistintamente. Oggetto di rappresaglia sarebbero per lo più le liste civiche, quelle più deboli dal punto di vista del do ut des, viste evidentemente come un pericolo dai professionisti della politica.

Fatta questa premessa, va detto che adesso cresce la curiosità attorno ai nomi che riuscirà a schierare il centrosinistra, al cui interno confluirà appunto la lista di Giovanni Arena. Quest’ultimo starebbe chiamando decine di persone, ma al momento sembra che a Forza Italia dovrebbe riuscire a sottrarre solo i già noti Elpidio Micci, ex assessore di Grotte Santo Stefano, la compagna del presidente della Provincia, Isabella Lotti, e la dirigente scolastica del Paolo Savi, Paola Bugiotti. Tutti gli altri resterebbero nei ranghi del partito azzurro insieme al commissario Giulio Marini. Nel frattempo, rimangono invece dubbi su cosa vogliano fare l’ex assessora Antonella Sberna e il marito Daniele Sabatini: dati da mesi in procinto di passare in Fratelli d’Italia, sembra in realtà che resteranno in azzurro. Tuttavia, non sarebbero intenzionati a candidarsi.

Il centrosinistra, oltre ai trasfughi di Forza Italia, potrà contare sul M5S e su Azione per Viterbo. Quest’ultimo sarebbe il nome della lista che sta apparecchiando Giacomo Barelli, che, impossibilitato a correre sotto le insegne ufficiali del movimento di Calenda per il no di questi a qualsiasi tipo di coalizione con i grillini, avrebbe ideato una formazione civica evocativa comunque della matrice da cui deriva.