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Viterbo, truffe sulle bollette. Confconsumatori: "Nella Tuscia 300 vittime"

Paolo Di Basilio
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E’ proprio il caso di dirlo, oltre al danno la beffa. Oltre alle bollette salate diversi cittadini si sono ritrovati vittime di vere e proprie truffe, ingannati da chi gli prometteva la soluzione per pagare un po’ di meno luce e gas. “I truffatori non si fermano davanti a nulla e stanno sfruttando anche questo difficile momento per le famiglie per colpire”, sospira Antonio Nobili, presidente provinciale di Confconsumatori che da diverse settimane denuncia come il fenomeno sta colpendo anche molti cittadini in provincia. “Negli ultimi giorni - spiega - praticamente il nostro ufficio non si sta occupando di altro, quasi tutte le persone che riceviamo o alle quali rispondiamo al telefono ci raccontano la stessa storia: hanno accettato delle offerte da sedicenti addetti del servizio elettrico o di qualche società del gas e si sono ritrovati con un nuovo contratto, il più delle volte a loro insaputa”.

 


Non stiamo parlando di numeri trascurabili. “Sul nostro tavolo abbiamo circa 300 pratiche del genere da lavorare e non è facile venirne a capo”, spiega Nobili. Infatti i “sedicenti” venditori stanno affinando le loro tecniche e spesso l’utente viene a conoscenza del nuovo fornitore solo quando è già passato il periodo previsto dalla legge per il recesso. Più o meno il trucco è il seguendo. Arriva un telefonata in casa nella quale l’operatore riferisce che si può aderire a un nuovo piano tariffario - per la luce o il gas - che garantisce un impatto meno gravoso in questo momento che l’energia è al prezzo massimo. “In realtà non si tratta di nuovi piani tariffari ma di nuovi contratti con altri fornitori”. Spesso poi l’utente viene a sapere la verità dopo 2 o 3 mesi quando non vede più arrivare la bolletta del gestore precedente.

 


“Infatti - spiega Nobili - la società che prende la fornitura spesso manda la prima bolletta 4-6 mesi con dei conguagli pesanti. A noi si sono rivolte persone che devono pagare bollette a tre zeri a fornitori con i quali sostengono di non aver mai avuto a che fare. Spesso per uscire da queste situazioni ci vogliono mesi, dunque bisogna massima attenzione anche alle persone che si presentano alla porta. Mai fornire i dati sensibili come il numero utente, far visionare il contatore o l’ultima bolletta”.