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Elezioni comunali, l'ex sindaco Arena sceglie i dem

Massimiliano Conti
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“Impossibile ritornare con gli ex alleati”. Due giorni dopo l’incontro con Tajani, Giovanni Arena rompe gli indugi e annuncia che si presenterà alle comunali “con una sua lista per risolvere i problemi della città”. Ovvero col centrosinistra. Il dado l’ex sindaco lo ha tratto ieri mattina usando il suo canale di comunicazione preferito, Facebook, così da saggiare subito le reazioni. Se si aspettava pacche sulle spalle sarà rimasto deluso: il suo salto carpiato è stato accolto nel migliore dei casi con freddezza, ma non sono mancate le critiche pesanti rispetto a una scelta ritenuta un tradimento della sua storia politica.

Storia che solo qualche mese fa, alla vigilia delle elezioni provinciali poi vinte da Romoli, Arena rivendicava, dichiarando al Corriere tutto il suo “imbarazzo” per la decisione di Forza Italia di allearsi con i dem: “Avrei preferito un centrodestra unito. Da quando sono in politica ho sempre avuto chiaro il mio campo di gioco, che è quello del centrodestra, alternativo alla sinistra”. Non è bastata dunque la “moral suasion” di Tajani a impedire ad Arena di varcare il Rubicone: troppo avvelenato il dente dell’ex sindaco contro chi, “invece di affrontare una discussione pubblica in consiglio comunale, ha preferito recarsi dal notaio per firmare e quindi far decadere l’amministrazione, rendendosi protagonista di un atto gravissimo, mai verificatosi nella storia della nostra città".

"Tutto ciò - ha sottolineato Arena nel suo post - accadeva nel periodo di massima diffusione del Covid e con innumerevoli opere pubbliche che si stanno concludendo e che inizieranno nei prossimi mesi”. A chi ieri gli ricordava il suo voto col centrosinistra in Provincia, Arena ha fatto notare come “gli elettori in Comune hanno votato una coalizione che doveva arrivare fino alla fine. Quella della Provincia è una scusa che non regge. Perché non si è sollevato il problema al momento della presentazione delle liste? Qualsiasi cosa fosse successo, il Comune non doveva cadere”.