Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, il 34% dell'acqua si perde prima di arrivare nelle case

Il Sii ha risolto il problema

Beatrice Masci
  • a
  • a
  • a

“Nel 2020 nelle città capoluogo sono andati persi 41 metri cubi di acqua al giorno per ogni chilometro di rete idrica, ovvero poco più di un terzo del totale”. E’ quanto si evince dall’ultima indagine di Infodata sulla dispersione dell’acqua, in base al rapporto Istat secondo cui sono 236 i litri per abitante erogati ogni giorno nelle reti di distribuzione dei capoluoghi di provincia o città metropolitana. In 11 di essi, tutti al sud, sono state adottate misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua. A Viterbo la percentuale di acqua pro-capite sprecata è del 34%, ovvero: su 384 litri pro-capite immessi nella rete, ne vengono erogati 252. La perdita, seppure importante, tuttavia, è inferiore a quella nazionale (36%). In ambito regionale il rapporto è decisamente a favore della Tuscia, visto che a Latina la perdita è del 70%, a Rieti del 63% e a Frosinone del 54%. Meglio di Viterbo, invece, fa la Capitale, dove la perdita è del 33%. Tra le principali cause delle perdite, Infodata elenca fattori fisiologici presenti in tutte le infrastrutture idriche, vetustà degli impianti e fattori amministrativi, “riconducibili a errori di misura dei contatori e ad allacci abusivi, per una quota che si stima pari al 3% delle perdite”.

Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, spiega: “Il servizio idrico nella Tuscia è gestito da Talete. Per quanto mi riguarda, in tutti i tavolo ai quali ho partecipato, ho chiesto a Talete un piano industriale serio e concreto, finalizzato a riqualificare le condutture in tutti i comuni. Noi, quando facciamo le strade, riqualifichiamo sia la condotta fognaria che quella dell’acqua potabile. Ma non basta. Serve un intervento strutturale che solo Talete può realizzare. Per quanto concerne le perdite - conclude Giulivi - consideri che a Tarquinia, in estate e nei fine settimana, si passa da 17 mila a 70 mila persone. Ovviamente, in quei periodi, la pressione sulle condutture aumenta e se queste sono vecchie, come in effetti lo sono, le rotture di moltiplicano”. Per quanto concerne le condutture, a Civita Castellana si sta già provvedendo. Lo assicura il sindaco Luca Giampieri: “I tecnici della Talete - spiega il sindaco - sono venuti a Civita Castellana nei giorni scorsi. Hanno effettuato un monitoraggio e individuato le zone in cui si verifica la dispersione. A questo punto attendiamo che si provveda a effettuare gli interventi per le riparazioni. Del resto, si tratta di un programma che Talete ha deciso di attuare sull’intero territorio di propria competenza”.

Diverso il discorso di Caprarola, uno dei comuni in cui il servizio idrico è gestito direttamente dall’amministrazione comunale, non essendo Caprarola confluita in Talete. “Per quanto ci riguarda - spiega il sindaco Angelo Borgna - a Caprarola non ci sono problemi di dispersione idrica. Il nostro acquedotto non ha perdite. Inoltre, abbiamo i nostri operai e tecnici che effettuano controlli quasi quotidianamente e intervengono subito in caso di un guasto. Il problema, semmai, lo abbiamo con l’acquedotto Farnesiano. Piccole perdite in questo caso ci sono, ma sono minime, visto che l’acquedotto Farnesiano serve solo fontanelle pubbliche, non solo di Caprarola ma anche di paesi vicini, come ad esempio Canepina e Sorianio nel Cimino”. A differenza di Caprarola, Montalto di Castro non è ancora in Talete ma ci entrerà presto. “Stiamo facendo la transizione in Talete - spiega il sindaco Sergio Caci - e ci rendiamo conto che il problema principale, oltre allo spreco di acqua che spesso finisce nei campi e non si nota, è la carenza di mappe delle condutture. Ce ne sono alcune in profondità che è complicato perfino raggiungere per effettuare un intervento”.