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Viterbo, perizia psichiatrica per il rumeno che rapinò il compagno della ex

Valeria Terranova
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Saranno sottoposti a perizia psichiatrica due imputati, un italiano e un romeno, che irruppero in casa dell’ex fidanzata di uno dei due, i quali avrebbero pestato il nuovo compagno della donna per poi portagli via lo smartphone e l'orologio. La coppia di malviventi fu intercettata dai carabinieri a febbraio 2021 poco dopo aver commesso il fatto. Al momento della cattura, i due uomini, personaggi già noti alle forze dell'ordine, i quali devono rispondere di rapina e lesioni, non fecero in tempo nemmeno ad allontanarsi dall'abitazione. Ieri il collegio del Tribunale di Viterbo ha nominato come perito il dottor Gianfranco Perucci che presenterà il proprio elaborato tra 60 giorni. La vicenda risale all’11 febbraio di un anno fa si consumò in un appartamento di Caprarola.

 

L'uomo, originario della Romania, stando al quadro accusatorio formulato dagli inquirenti, per motivi di gelosia decise di fare irruzione nell'appartamento dove abitava la sua ex fidanzata. Da quanto emerse dalle prime ricostruzioni, la relazione tra i due era finita da tempo, ma l'uomo non si sarebbe rassegnato alla rottura definitiva della storia d’amore. Così riuscì a mettere in pratica il suo piano spalleggiato dall’amico, e insieme piombarono improvvisamente nell'abitazione, sorprendendo la donna e il suo compagno. Fu quest'ultimo ad avere la peggio, poiché venne aggredito e picchiato a sangue dai due che prima di darsi alla fuga sfilarono l'orologio e lo smartphone al poveretto per poi tentare di svignarsela.

 

Nel frattempo però qualcuno, allarmato dalle urla delle vittime, contattò il 112 e dopo pochi minuti sul posto arrivarono i carabinieri che beccarono i due aggressori impedendo loro di sottrarre altri beni ai malcapitati. Per i due rapinatori scattarono le manette e furono scortati in caserma per i primi accertamenti del caso. Parallelamente, infatti, i militari raccolsero nell’immediatezza dei fatti le testimonianze dei protagonisti e nei loro confronti fu disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari e attualmente sono ristretti presso il penitenziario romano di Rebibbia. In aula, inoltre, le due difese hanno prodotto due perizie psichiatriche per ciascun imputato, eseguite in precedenza da altri esperti che nell’ambito di due distinti procedimenti nei quali i due uomini furono coinvolti in passato. Nello specifico, la relazione presentata dal difensore del detenuto italiano lo avrebbe scagionato dalle accuse mosse a suo carico in quel contesto. Il dibattimento riprenderà il 12 luglio.