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Viterbo, scuola. Studenti in piazza contro il doppio turno “Noi presi in giro”

Massimiliano Conti
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“Togliete le restrizioni o fornite spiegazioni”. “Due anni di restrizioni pieni di contraddizioni”. Sono alcuni degli slogan riportati sugli striscioni con cui ieri mattina, 5 aprile,  gli studenti degli istituti superiori Orioli di Viterbo, Dalla Chiesa di Montefiascone e Agosti di Bagnoregio sono scesi di nuovo in piazza, disertando le lezioni per protestare contro il doppio turno di ingresso, autentica bestia nera di questo terzo anno scolastico dell’era Covid. A cinque mesi dal corteo nelle strade di Viterbo, con cui sembravano aver piegato le ultime resistenze del Cotral, e a 5 giorni dalla fine dello stato di emergenza, gli studenti viterbesi sono quindi tornati ad alzare la voce. La “via della conciliazione” non è stata ancora abbandonata - domani torna a riunirsi il tavolo tecnico in prefettura - ma quello di ieri potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fiammata di proteste se le richieste non dovessero essere accolte. La pazienza dei ragazzi è ormai arrivata al limite, così come la loro fiducia nelle istituzioni, sottolinea Sara Cerica, rappresentante d’istituto al Dalla Chiesa di Montefiascone:. “Cosa abbiamo ottenuto con il dialogo finora? Nulla. E’ inaccettabile che si pretenda dagli studenti di essere responsabili, quando la classe dirigente ci sta insegnando che non esistono possibilità di risolvere i problemi”.

 


 

Stefano Maggini, rappresentante d’istituto all’Orioli sottolinea: “Stato di emergenza eliminato, discoteche aperte, mascherine all’esterno abolite, ma doppi turni di ingresso perenni”. 
“Ci sentiamo presi in giro, perciò siamo pronti a dare vita ad altre proteste se la situazione non si risolverà, qualcuno deve ascoltarci”, aggiunge il rappresentante d’istituto dell’Agosti Giacomo Cavalloro.
A fianco degli studenti anche la Consulta provinciale: “Questa protesta è un limpido segnale di accusa e sfiducia verso quegli organi istituzionali che, per mesi, hanno deciso di non ritornare alla normalità, evitando continuamente una risposta definitiva sugli orari scaglionati - dichiara Alessandro Esposito, presidente della commissione Legalità e reclami studenteschi -. Avevamo già avvisato le istituzioni a novembre di quello a cui sarebbero andati incontro, ma nessuna risposta fino a febbraio”.

 

 

Nel mirino degli studenti c’è sempre il Cotral, accusato di tenere un atteggiamento ambiguo: “A novembre aveva consegnato un documento tecnico che attestava la fattibilità del turno unico di ingresso, mentre ora non si comprende quale siano le intenzioni dell’azienda”, rimarcano gli studenti della Consulta, i quali minacciano, se gli orari scaglionati non verranno rimossi, nuove manifestazioni. La palla passa ora al prefetto. “Pretendiamo una risposta definitiva”, avverte il presidente della Consulta provinciale Luca Tallarico.