Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, elezioni comunali. E' il momento delle donne: Ciambella, Frontini e Allegrini già in campo. Troncarelli è pronta

Beatrice Masci
  • a
  • a
  • a

Mentre nel Pd e nel centrodestra orfano di Fratelli d’Italia si susseguono incontri e trattative nel disperato tentativo di mettere in campo liste il più possibile competitive per evitare la debacle, appare sempre più chiaro che le elezioni di quest’anno passeranno alla storia per la presenza di almeno quattro candidate a sindaco. Non era mai successo prima. 
A loro, alle donne, il compito dunque di far uscire dalle sabbie mobili una città letteralmente devastata dai partiti e dalle faide tra le persone. Tre sono già in campo: Laura Allegrini (FdI), Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Luisa Ciambella (Per il bene comune). Una dovrebbe aggiungersi al gruppo questa settimana: si tratta di Alessandra Troncarelli (Pd).

 


 

Laura Allegrini, già consigliere regionale, senatore, assessore e vice sindaco, è scesa in campo mentre la coalizione all’interno della quale ha sempre militato andava in frantumi. Non si è fatta fermare da nulla e da nessuno. Non è un caso se pochi giorni fa, mentre a Roma si consumava la rottura definitiva (con Forza Italia, Lega e Fondazione che si riunivano senza Fratelli d’Italia che aveva deciso di non rispondere all’invito di sedersi allo stesso tavolo), lei presentava la lista SiAmo Viterbo, in appoggio alla sua candidatura. Praticamente un caterpillar che avanza anche tra le sabbie mobili. 
Chiara Frontini, emersa politicamente tra il 2013 e il 2018, non ha mai perso di vista in questi anni il suo obiettivo: la poltrona di sindaco. Quasi una Giorgia Meloni in salsa viterbese, anche se solo per l’aspetto da condottiera del movimento. Persino Vittorio Sgarbi è stato gentilmente zittito quando si è proposto come assessore alla bellezza (ovvero cultura): “Felici di avere Sgarbi con noi, ma un assessore alla cultura lo abbiamo già”, ha risposto serafica. E’ stata la prima a scendere in campo, facilitata, va detto, dal non avere alle spalle un carrozzone mezzo rotto come quello degli altri. Viaggia con Viterbo 2020 e questo le ha consentito di non mordere il freno ma di buttarsi in mare aperto subito dopo che Arena si è visto costretto a riempire gli scatoloni e a lasciare il palazzo. Frontini mette le mani avanti: “Valuto le persone al di là del genere”, poi, però, ammette: “Questa situazione viterbese con tutte queste donne candidate è singolare. Ed è vero che noi donne, a differenza degli uomini, siamo più pragmatiche e inclusive”. Tornando alla campagna elettorale, spiega: “Partiamo da un unico punto, dal quale, poi, tutti gli altri derivano a cascata: creare lavoro, e per questo vogliamo che le imprese tornino a fidarsi dell’amministrazione pubblica”. 

 


 

Luisa Ciambella rispetto alle prime due è arrivata solo qualche giorno fa, ma siamo certi che recupererà il tempo perduto, visto che a questa corsa si è preparata per tempo. Praticamente l’aveva in testa sin da dopo le ultime elezioni, quando fu costretta a convivere con il gruppo del Pd che cordialmente le stava sulle scatole. Come darle torto? Hanno fatto di tutto per metterla all’angolo. Ma i maschi, seppur politici di lungo corso, le donne le conoscono davvero poco. Luisa - Lisetta per gli amici - ha iniziato così a tessere la sua tela sulla cosiddetta società civile. Rinnovabili, rifiuti, fondi per l’assistenza: tutte battaglie che ha combattuto su due fronti, quello contro la maggioranza e quello contro il suo gruppo consiliare, visto che raramente è stata appoggiata. E visto che la società civile, almeno in teoria, non ha colore politico, si è alleata con chi condivideva le sue guerre: movimenti, associazioni, comitati. Ed è a quella stessa società civile che ora sorride dai manifesti che da una settimana campeggiano sui muri della città. 
“Corsa tutta al femminile? - commenta Ciambella - Mi rallegrerei di avere un sindaco capace in grado di guidare la città. Se uomo o donna poco importa. Ciò che contano sono le capacità”.