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Viterbo, Ramoscello d'oro 2022. Tre oli della Tuscia tra i più buoni d'Italia

A. S. 
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Il concorso nazionale oleario “Ramoscello d’Oro 2022” ha ufficializzato il verdetto espresso dal panel di esperti assaggiatori coordinato da Barbara Bartolacci, supportato da Rosa Carozza e da Bruno Cirica; Pasquale Raimondi; Salvatore Ranucci.
Tra i premiati della Tuscia ci sono l’Olio evo biologico dell’Azienda agricola Elisa Barbini di Viterbo; l’Olio evo Monovarietà dell’Azienda agricola Francesca Boni di Vetralla e l’Olio biologico dell’Azienda agricola Alessandra Nicolai di Montefiascone. Il prodotto di Elisa Barbini ha vinto il 1° Premio del Fruttato leggero; quello di Francesca Boni ha vinto il 1° Premio della Varietà Caninese; l’olio di Alessandra Niolai si è invece aggiudicato il Premio Marketing. Il concorso nazionale è stato l’occasione per mettere a confronto i migliori oli d’Italia, arrivati dai frantoi di tutta la nazione, ovvero da Treviso a Foggia; da Bari a Roma; da Sassari a Latina. Sono stati inoltre consegnati alle produzioni di particolare pregio numerosi “Premi Eccellenza” e “Menzioni di Merito”.

 

La commissione Marketing coordinata dall’art director Cristina Canestrelli e supportata dal presidente Andimi Pietro Cernigliaro e da Giovanni Luca Crispino, ha verificato il livello estetico dei campioni presentati; il concept legato ai valori del riciclo del materiale utilizzato; del possibile riuso dei contenitori; del consumo energetico e di CO2 per la realizzazione del contenitore; il livello comunicazionale ed informativo nei confronti del consumatore.

 

Il sindaco di Celleno, Marco Bianchi, ha sottolineato come una delle più rappresentative eccellenze dell’agroalimentare italiano è certamente rappresentato dall’olio extravergine d’oliva “e - ha dichiarato -, ci sentiamo particolarmente onorati di ospitare anche questa edizione dell’importante e significativo concorso nazionale tra i più autorevoli in Italia per metodica di organizzazione e tecnica di valutazione”.
La cerimonia di premiazione del Ramoscello d’Oro 2022 è stata un’occasione anche per una visita turistica al “borgo fantasma” di Celleno, che racchiude molteplici angoli incantati; dai ritrovamenti di epoca etrusca e romana; architetture ed oggetti medievali; ceramiche antiche restaurate, classificate ed esposte nel relativo museo; la mostra delle macchine parlanti; la collezione delle arti e tradizioni contadine; i mutevoli panorami sulle valli del Tevere.
Il direttore Carlo Conticchio, curatore del concorso, nel verificare l’aumento del numero di partecipanti; il livello qualitativo delle aziende produttrici; la copertura territoriale dei campioni inviati; si è detto soddisfatto dell’esito dell’evento “che - ha promesso -, verrà ulteriormente migliorato al fine della notorietà delle aziende partecipanti sul panorama della distribuzione alimentare a supporto di una sempre maggiore consapevolezza del consumatore all’acquisto di prodotti di qualità della tradizione rurale italiana”.