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Viterbo, rapine alle farmacie. Due banditi riconosciuti grazie alle telecamere

Valeria Terranova
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Presero di mira le farmacie di Terni e della provincia di Perugia finendo in manette a giugno 2021: a processo davanti al gup del Tribunale di Terni un 47enne e un 43enne, rispettivamente di origini cosentine e bolognesi, l’uno residente a Montalto di Castro e l’altro in città. Il dibattimento che vede imputata la coppia di rapinatori, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, proseguirà con la discussione il 14 aprile. I due quarantenni furono arrestati al termine di una operazione coordinata dalla Procura di Terni a giugno di un anno fa che culminò nell’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per due rapine a mano armata commesse a marzo 2021 in due farmacie. 

 

I due colpi avvenuti a distanza di poche ore si consumarono con le medesime modalità. Il malviventi furono incastrati dai video tratti dai filmati del circuito delle telecamere di una delle due farmacie e dalle dichiarazioni dei primi testimoni. Tutti elementi che portarono gli inquirenti umbri a individuare un uomo vestito di scuro, con mascherina e cappello, e con ai piedi delle scarpe blu, il quale venne immortalato proprio mentre faceva il suo ingresso nella farmacia ternana con in mano una borsa rossa, nella quale si affrettò poi a nascondere 2000 euro e darsi alla fuga. Il rapinatore “sbadato” però presumibilmente nel cambiarsi d’abito dimenticò le calzature dal colore per nulla discreto per strada, indizio che mise sulle sue tracce  gli investigatori. L’altro uomo che invece fu identificato grazie alle registrazioni delle videocamere a Ponte San Giovanni, a Perugia: indossava gli stessi vestiti  e se la diede a gambe con un bottino di mille e 700 euro. A quel punto gli inquirenti passarono al setaccio il tratto tra Terni e Ponte San Giovanni, esaminando minuto per minuto i filmati delle aree di sosta e dei punti di ristoro dislocati su quel percorso, fin quando, in una di queste, nei pressi di Acquasparta, notarono due uomini, uno dei quali con un particolare atteggiamento sospetto, che aveva indosso delle calzature compatibili con quelle del rapinatore di Ponte San Giovanni, intento a maneggiare una somma cospicua di denaro contante. Nello specifico l’indiziato avrebbe chiesto al gestore dell’attività commerciale presso la quale si era trattenuto di cambiare del denaro in monete, che corrispondeva a parte dell’ammontare sottratto alla farmacia di Terni.

 

 

Gli investigatori ormai vicini all’obiettivo riuscirono a estrapolare dai video della stessa area di ristoro la targa di una macchina, risultata poi intestata a una donna, che dalle successive verifiche risultò essere la madre del 47enne. Inoltre, un veicolo simile fu intercettato nelle vicinanze della farmacia a pochi minuti dalla prima rapina. Incrociando i dati gli inquirenti riuscirono a risalire ai due rapinatori che furono riconosciuto da altri testimoni incappati nei due banditi “distratti e trasformisti”. I due quarantenni furono colti in flagranza a Grosseto, mentre erano intenti a mettere a segno un altro colpo sempre ai danni di una farmacia ad aprile di un anno fa, servendosi della stessa auto e cambiando per l’ennesima volta il proprio look.