Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, infermiera accetta trasferimento. Ma la Asl non può farle il contratto

  • a
  • a
  • a

L’ultimo suo giorno di lavoro nell’azienda sanitaria di provenienza è stato il 23 marzo. L’indomani si è presentata negli uffici della Asl di Viterbo per le visite mediche, le pratiche burocratiche e per la firma del contratto. Che sarebbe dovuto partire dal 1° aprile, cioè da ieri. Invece il contratto si è rivelato il classico “pesce”: non era pronto il 24, non era pronto ieri e non si sa nemmeno se sarà pronto la prossima settimana. 

 

E’ un’infermiera quarantenne, vincitrice di un bando per la mobilità, la quarta vittima conclamata del blocco delle assunzioni imposto dalla Regione Lazio alla Asl di Viterbo a causa dello sforamento del budget nell’ultimo trimestre 2021. L’azienda sanitaria, come noto, non può in questo momento assumere nuovo personale senza la preveniva autorizzazione regionale. In pratica la Regione si è assunta il compito di sindacare sulle scelte di volta in volta compiute dalla Asl, come sottolinea l’organizzazione Nursing Up, che sta seguendo questo ulteriore caso dopo quello delle tre infermiere vincitrici del concorso bandito dall’ospedale Sant’Andrea rispedite a casa a metà marzo, e poi assunte a seguito del clamore suscitato dalla vicenda. La speranza è che anche stavolta il pasticciaccio venga risolto in pochi giorni. “L’infermiera si trova tra coloro che sono sospesi – spiega il segretario provinciale del Nursing Up, Mario Perazzoni -. Non è più in forza alla Asl di provenienza, con la quale aveva un contratto a tempo indeterminato, e non è ancora in forza a quella di destinazione. Ha terminato il 31 marzo i giorni di ferie residui e dal 1° aprile, doveva essere assunta a Viterbo. Anche oggi, così come il 24 marzo, è stata rimandata a casa senza contratto. Al momento non si sa quando potrà firmarlo e se esso avrà valore retroattivo, cioè se coprirà anche questi giorni di ‘vacanza’. Dalla Asl non hanno saputo dare tempi e indicazioni chiare a questa persona, la quale la prossima settimana dovrà ritornare quindi alla cittadella della salute ad implorare qualcosa che le spetta di diritto, in quanto vincitrice di un bando per la mobilità”.

 

Il Nursing Up ribadisce infine quanto denunciato già nei giorni scorsi insieme all’altro sindacato autonomo Confael in occasione del sit-in organizzato sotto gli uffici della direzione generale alla cittadella della salute. “La gestione delle risorse umane all’interno di questa Asl non funziona e l’azienda non cerca il dialogo. Almeno con quei sindacati non allineati”.