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Viterbo, elezioni comunali. L'ex sindaco Giovanni Arena verso il Pd, tratta il posto da vice

Mattia Ugolini
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Comunali, Giovanni Arena verso il Pd ed ennesimo rifiuto civico per Forza Italia. Che, nonostante i tentativi di ricomposizione effettuati negli ultimi giorni, rischia di sfaldarsi sempre di più. Giovedì è arrivato l’ennesimo no, stavolta da Fausto Barili, altro nome della società civile individuato da Battistoni come candidato a sindaco. 

 

Nel mentre, continua l’avvicinamento al Pd di diversi esponenti azzurri vicini ad Alessandro Romoli. Ciò nonostante i diktat di Antonio Tajani, che ha detto di ritenere impossibile qualsiasi tipo di alleanza con i dem. Eppure adesso ad avvicinarsi al centrosinistra è addirittura Giovanni Arena, l’uomo che, quattro anni fa, venne designato proprio da Tajani per fare il sindaco.
L’ex primo cittadino, infatti, è in queste ore protagonista di una delicata trattativa con il consigliere regionale Enrico Panunzi, al quale ha dato disponibilità a fare una lista di appoggio ad Alessandra Troncarelli, in cambio del ruolo di vicesindaco.

 

Lo stesso Arena, conferma tutto al Corriere di Viterbo e spiega le sue ragioni: “C’è un’interlocuzione in corso. Tutto può accadere. Una cosa è certa: non posso candidarmi insieme a quelli che mi hanno sfiduciato, per cui l’ipotesi di alleanza con il Pd è concreta”. Quindi lei uscirà da Forza Italia? “Io non esco, semmai mi manderanno via loro”.
Arena e Panunzi, però, non devono aver fatto i conti con la base del Partito democratico viterbese, per nulla favorevole al singolare apparentamento. 
Anche se nessuno vuole rilasciare dichiarazioni ufficiali, il malcontento è tanto, così come nel resto della coalizione. Ad esempio, Giacomo Barelli, recentemente passato ad Azione, faticherebbe a giustificare ai propri elettori un’eventuale corsa con quello che, pochi mesi fa, definiva “il peggior sindaco dal dopoguerra”. 
Dunque, se il matrimonio tra Arena e Panunzi si farà, certamente non avverrà con l’accordo di tutto il centrosinistra, il quale rischia a sua volta di perdere pezzi importanti, come dimostrano le voci sempre più insistenti della volontà di Alvaro Ricci e Francesco Serra di non candidarsi.

 

Tornando a Forza Italia e alle sue divisioni, la situazione al momento vede Romoli, Lotti e Micci in posizione molto insofferente proprio per l’aut-aut di Tajani contro l’intesa con il Pd. Il presidente della Provincia, dopo essersi scontrato pesantemente con Regino Brachetti (il quale ha negato di concedergli il simbolo Udc per passare a sinistra) ed essere stato minacciato di espulsione dal suo partito, prende tempo, consapevole del fatto che potrebbe essere messa a rischio la sua poltrona.
Chi ha deciso cosa fare è invece Paola Bugiotti, rientrata in Forza Italia dopo la parentesi leghista. Rimarrà nel centrodestra a prescindere. Intanto al tavolo del centrodestra inizia a prendere quota anche il nome di Claudio Ubertini.