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Viterbo, scuola. Abolizione doppio turno, il prefetto convoca un nuovo vertice

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Non hanno ancora abbandonato l’ultima speranza, gli studenti viterbesi, dopo la doccia gelata che si è abbattuta sulle loro teste con la conferma del doppio turno di ingresso a scuola decisa dai ministeri dei Trasporti, dell’Istruzione e della Scuola. L’ultima speranza si chiama prefetto. Soltanto il rappresentante del governo ha infatti in questo momento il potere di derogare alle direttive governative. 
La consulta studentesca di Viterbo, che a caldo sembrava pronta a dare vita a nuove manifestazioni di piazza, ha ottenuto di nuovo udienza da Bruno. L’incontro è fissato per giovedì prossimo e in quella sede dal prefetto dovrà arrivare un sì o un no definitivo. Anche perché la fine delle lezioni – con la lunga pausa pasquale di mezzo – si avvicina sempre di più. 

 

Intanto, dopo le prese di posizione a favore del turno unico dell’Anp provinciale e regionale, a spalleggiare gli studenti scendono in campo di nuovo i genitori.  “Mi riallaccio a quanto dichiarato dalla segretaria della Uil Scuola Silvia Somigli ieri al Corriere – afferma Luciana Ortenzi, madre di uno studente delle superiori nonché presidente del Consiglio di istituto del Midossi di Civita Castellana -: quella di conservare l’orario scaglionato è una decisione anacronistica e totalmente priva di coerenza. In un momento in cui si autorizzano di nuovo le gite di più giorni, con gli studenti che possono dormire nelle stesse camere senza mascherina, qualcuno dovrebbe spiegarmi il senso di mantenere il doppio turno di ingresso. Non starò qui a ripetere l’elenco dei disagi che l’orario scaglionato ha provocato nei nostri ragazzi e a noi famiglie. Ormai sono noti a tutti, e prima di tutti al prefetto”. 

 

Le famiglie, così come gli studenti, si sentono prese in giro dalle istituzioni, sottolinea Ortenzi, che plaude alla presa di posizione della presidente provinciale dell’Associazione presidi, Maria Antonietta Bentivegna: “Per la prima volta ho sentito un adulto parlare di dovere morale nei confronti dei ragazzi. Il dovere morale di rendere loro la vita un po’ più facile, sia pure solo per quei pochi mesi di scuola che restano”. 
Ortenzi non risparmia invece bacchettate ai docenti, gli unici che, in questa lunga battaglia, non hanno mai aperto bocca finora. Per inerzia o per convenienza: “Una parte del corpo docente forse si è accomodata agli attuali orari e non ha alcuna voglia di cambiarli. In compenso, da presidente di un Consiglio di istituto, non posso fare a meno di notare come molti degli stessi prof ora facciano quasi a gara per accompagnare i propri alunni in gite anche di più giorni. Perché evidentemente ci sono assembramenti buoni e assembramenti cattivi”.