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Scuola Viterbo, presidi in rivolta: "Subito ritorno all'ingresso unico"

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Doppio turno di ingresso a scuola: a Viterbo la lotta continua. Mentre gli studenti meditano il da farsi (e non escludono nuove manifestazioni di piazza), i primi a prendere posizione, all’indomani della decisione del governo di mantenere gli orari scaglionati fino al termine delle lezioni, sono l’Associazione nazionale presidi e i sindacati. Tutti convinti che, almeno in provincia di Viterbo - dove il doppio turno finora ha prodotto disagi enormi - si possa andare in deroga rispetto alle indicazioni governative. Ovviamente la decisione finale spetta al prefetto Giovanni Bruno, che nelle ultime settimane è tuttavia rimasto impermeabile al pressing crescente degli studenti, dei dirigenti e dei sindacati. In una lettera inviata ieri al rappresentante del governo, all’assessore regionale Claudio Di Berardino, al direttore dell’Usr Rocco Pinneri e al provveditore di Viterbo Daniele Peroni, la presidente provinciale dell’Anp Maria Antonietta Bentivegna e la corrispettiva regionale Cristina Costarelli rimarcano “la necessità di tornare al turno unico, come da indicazioni governative, per ridurre, almeno in questa fase terminale dell'anno scolastico, il disagio che è ricaduto finora sugli studenti e sulle loro famiglie”.

“L’organizzazione scolastica della provincia di Viterbo, vista la fine dell’ emergenza sanitaria, non necessita, come da più voci erroneamente riportato, il mantenimento del doppio turno – affermano Bentivegna e Costarelli - . Non possono essere attribuite alla provincia problematiche che riguardano le grandi città; non si possono imporre alle scuole modelli organizzativi che non tengono conto delle specifiche realtà territoriali”. Nei confronti degli studenti, sottolinea l’Anp, “abbiamo il dovere morale che ci obbliga, per quello che possiamo, a rendere meno gravoso il carico di lavoro in questi ultimi due mesi di scuola . Non dimentichiamo neppure che gli stessi disagi sono vissuti in prima persona dai docenti e da tutto il personale scolastico. Il malcontento aumenta sempre di più. Gli studenti sono stanchi di subire decisioni che non comprendono, tanto più che nell'ultimo incontro in prefettura avevano avuto rassicurazioni di tornare al turno unico subito dopo le vacanze di Natale”.

L’Anp Lazio, precisa la lettera, “sostiene pienamente la richiesta proveniente dalla realtà territoriale di Viterbo, pur avendo preso posizioni diverse in altre situazioni territoriali come quella di Roma, che hanno caratteristiche non assimilabili alla realtà della provincia viterbese”. Bentivegna e Costarelli si dicono infine fiduciose nell’accoglimento della richiesta da parte del prefetto e degli altri destinatari della lettera, “vista la sensibilità sempre dimostrata nei riguardi della scuola, degli studenti e delle famiglie”. La stessa fiducia, ma anche la stessa disapprovazione rispetto a una decisione ritenuta inutile e dannosa, viene espressa anche dalla segretaria provinciale della Uil Scuola, Silvia Somigli: “Le reiterate e legittime richieste provenienti da tutto il mondo scolastico sono state calpestate con questa scelta di mantenere il doppio turno di ingresso - dichiara -. Si tratta di una misura straordinaria in un regime che, con la fine dello stato di emergenza, è invece tornato all’ordinario. I disagi provocati dagli orari scaglionati in questa provincia sono noti a tutti, come dimostrano le continue segnalazioni che riceviamo da parte di genitori preoccupati per il rendimento ma anche per lo stato psicologico dei loro figli, costretti a orari sfiancanti che rischiano alla lunga di minare il loro benessere psico-fisico. Quel benessere rispetto al quale il prefetto di Viterbo ha sempre manifestato attenzione e sensibilità. Nel rispetto del suo ruolo e della funzione, ci auguriamo quindi che il dottor Bruno possa aprire una riflessione sulla necessità di mantenere nella nostra provincia un regime orario che, nel momento in cui vengono autorizzate di nuovo anche le gite scolastiche, appare ormai anacronistico”.