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Viterbo, elezioni comunali. Il Pd fatica anche a trovare candidati-consiglieri

Mattia Ugolini
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Elezioni comunali, nel caos anche il centrosinistra: in difficoltà per la composizione delle liste sia il Pd che gli alleati (Azione e Movimento 5 Stelle). Di fatto, non starebbero trovando candidati a consigliere. Con il ritorno - da molti definito forzato - di Alessandro Romoli (FI) nel centrodestra, il piano di Enrico Panunzi, numero uno dei dem viterbesi, a meno di colpi di scena, in politica sempre possibili, può al momento considerarsi fallito. Il consigliere regionale aveva riposto infatti tutte le sue speranze nel cosiddetto campo largo: oltre ai 5 Stelle, ormai parte dell’organico a livello nazionale, puntava ad inglobare in una maxi coalizione anche Azione e costole di Forza Italia e Lega.

 

Quanto accaduto lunedì a Roma, però, ha stravolto il programma. Con Romoli, costretto da Tajani in persona a rientrare nei ranghi, pena l’espulsione, sono iniziati i primi scricchiolii, seguiti a ruota da terremoti in casa M5S e Azione. Massimo Erbetti, consigliere pentastellato uscente, si trova a fare i conti con l’adesione di Gianluca De Dominicis a Viterbo 2020. Il quale, in aperta polemica con tutto il movimento, gli ha sbattuto la porta in faccia dopo aver smantellato la base militante. Di fatto, De Dominicis porterà in dote a Chiara Frontini diversi candidati rimasti insoddisfatti dalla gestione del partito nel Viterbese. E così Erbetti ad oggi è praticamente solo, senza le forze necessarie per allestire una sua lista. Per questo, secondo fonti autorevoli, lui stesso sarà inserito nella lista principale del centrosinistra, quella appunto del Partito democratico. Prima di questa scelta, era stata sondata l’ipotesi di una civica M5S-Azione, insieme al calendiano Giacomo Barelli, che di Erbetti è amico. L’avvocato, che attualmente disporrebbe solo di 16 candidati a consigliere, numero ben lontano dai 32 richiesti per la lista completa, si sarebbe recato a Roma per discuterne direttamente con Calenda, che però non avrebbe dato l’assenso e, anzi, gli avrebbe intimato di non infilarsi nel listone piddino.

 

Tornato a Viterbo, Barelli avrebbe riferito tutto a Panunzi ed Erbetti, manifestando l’intenzione, qualora non dovesse arrivare un aiuto per reperire i 16 candidati mancanti, di optare anche lui per una corsa in solitaria (come candidato sindaco dovrebbe, così spera, essere almeno eletto consigliere). Insomma, un vero e proprio disastro. Il famigerato campo largo sembra dunque esistere solo nelle idee, non nella realtà. Coscienti di questo, i vertici del Pd stanno cercando di rintracciare quante più persone possibili. Oltre che all’interno della Asl, come nell’ultima tornata, il reclutamento starebbe toccando anche la polizia locale. Lo stato dell’arte, a fine marzo, non è dei migliori. Nel frattempo, perfino Alessandra Troncarelli inizia ad essere scettica. Di questo passo, il ballottaggio potrebbe essere un miraggio.