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Viterbo, scuola. Doppio turno fino al termine dell'anno

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Nessun ritorno all’orario unico: a sorpresa, e salvo ripensamenti dell’ultimo minuto in sede di conferenza Stato-Regioni (la riunione era in programma ieri pomeriggio) gli ingressi scaglionati, alle 8 e alle 9,40, resteranno in vigore fino al termine delle lezioni. Con buona pace dei 13 mila studenti viterbesi delle superiori che speravano nella fine dei disagi. La decisione finale, contrariamente a quello che si pensava, non l’ha presa il prefetto di Viterbo ma il governo nazionale. O meglio, i ministeri dei Trasporti, dell’Istruzione e dell’Interno, che hanno accolto le richieste arrivate dall’associazione nazionale presidi. Già, i presidi. Sono stati proprio loro - non quelli viterbesi, che in gran parte si erano già preparati alla fine dello scaglionamento - a bloccare il ritorno all’orario unico, bollato come “una mossa incauta e rischiosa”. 

 


 

“I ministeri, in sostanza - riportava nel primo pomeriggio di ieri il sito Repubblica.it - hanno accolto le richieste dei sindacati della scuola, preoccupati dal combinato disposto tra la risalita dei contagi e l'incombenza di dover rivedere totalmente gli orari delle lezioni”. Soprattutto la seconda, notano i maligni. Almeno a livello nazionale, mentre a livello provinciale, come detto, molti dirigenti nei giorni scorsi avevano già fatto rimodulare gli orari sulla base del ripristino dell’ingresso unico alle 8, ritenuto almeno fino a martedì una possibilità molto concreta. La morale della favola è quella dantesca: vuolsì così la dove si puote ciò che si vuole, cioè nei ministeri, e più non dimandare.

 

 

A poco dunque è servito il tavolo tecnico convocato ieri in prefettura, alla presenza del capo di gabinetto Geraci, dei vertici di Cotral, Atac e Ferrovie, e del delegato della Provincia Eugenio Stelliferi. “Peccato, anche solo alleviare i disagi agli studenti e alle famiglie in questi ultimi due mesi di scuola sarebbe stato un risultato”, commenta quest’ultimo. “Tornare al vecchio orario - ha dichiarato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi - sarebbe stato incauto, soprattutto perché non ci sarà più l’obbligo di esporre il green pass per salire su autobus e metro”. Resta da capire ora come questa decisione possa conciliarsi con la fine dello stato di emergenza e quindi con il ritorno alla capienza al 100% dei mezzi pubblici. Finora Cotral ha potuto garantire il doppio turno grazie alle risorse aggiuntive stanziate con lo stato di emergenza. Se questo viene meno, toccherà alla Regione mettere mano al portafogli.