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Viterbo, elezioni comunali. Per l'intesa Forza Italia-Lega serve un civico

R. V.
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Non solo lo strappo di Fratelli d’Italia. Anche tra Forza Italia, Lega e Fondazione (l’altra parte del centrodestra) non sembrano, al momento, esistere ancora le condizioni per arrivare a individuare un candidato sindaco condiviso da contrapporre convintamente a Laura Allegrini, e ovviamente agli avversari degli altri schieramenti. Si naviga a vista, confessano i rappresentanti delle tre forze politiche, non nascondendo una certa sfiducia sulla possibilità di presentarsi tutti insieme con una squadra credibile e coesa. 
Serve, e va trovato, un nome civico. Questa l’indicazione uscita durante l’incontro romano di lunedì (a cui, come si sa, non ha partecipato FdI) svoltosi alla presenza, tra gli altri, di Claudio Durigon per la Lega, Francesco Battistoni per FI e Regino Brachetti per Udc e Fondazione. Il problema è che di persone disposte a salire su una barca alla deriva non ce ne sono. E d’altro canto, secondo gli azzurri, non sarebbe minimamente percorribile neanche una soluzione più politica, laddove si pensasse di tirar fuori dal cilindro quadri di partito o amministratori uscenti. In un’ipotesi del genere, Giovanni Arena avrebbe infatti fatto sapere che uscirebbe immediatamente dal partito. 

 

Lo spettro del disimpegno dell’ex sindaco, che, al di là di quello che ognuno può pensare, disporrebbe di un pacchetto di voti personali a cui non si può rinunciare, è stato agitato più volte durante il vertice alle Botteghe Oscure. Si tratterebbe di una prospettiva pericolosissima, tanto quanto quella rappresentata dalla paventata lista civica del presidente della Provincia, Alessandro Romoli (in appoggio al Pd), il quale, non a caso, sempre durante la riunione romana, sarebbe stato avvertito a brutto muso delle conseguenze a cui andrebbe incontro se consumasse il clamoroso tradimento: ovvero, espulsione da Forza Italia e addirittura caduta dell’amministrazione provinciale. Uno scenario, insomma, apocalittico, prefigurato dai vertici azzurri (dopo l’aut aut di Tajani avverso ogni qualsiasi forma di alleanza “contro natura”) per immobilizzarlo, letteralmente, qualora gli frullasse per la testa l’idea di uscire da Forza Italia e virare a sinistra. Dove intanto, senza il suo apporto, la strada verso la candidatura dell’assessore regionale ai servizi sociali, Alessandra Troncarelli, si sta trasformando sempre più in una salita. Sembra che nel Pd, dove da mesi lavoravano su un’intesa ufficiale o ufficiosa con il partito berlusconiano, il morale nelle ultime ore sia finito sotto i tacchi delle scarpe.

 

In definitiva, stante questo clima, e al netto dello psicodramma azzurro e della posizione che prenderà Fondazione, c’è chi non nasconde che possano correre il rischio di presentarsi separate anche Lega e Forza Italia. Il che, dopo la discesa in campo di Laura Allegrini, significherebbe ritrovarsi alle urne un centrodestra diviso in tre parti. 
Dall’altra parte, pure il Pd, e qui anche in seguito all’uscita dal partito di Luisa Ciambella, che ieri ha formalmente ufficializzato la sua candidatura con l’affissione dei primi manifesti (vedi articolo a lato), vive ore di grande smarrimento.