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Viterbo, gay pride. a settembre parata arcobaleno nella città dei Papi

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Uno scatto di orgoglio contro il pregiudizio. Può essere sintetizzata in questi termini la ragione sociale del primo gay pride made in Viterbo, che esordirà a settembre nelle strade del capoluogo. La manifestazione si chiama Tuscia Pride, è collegata a un’omonima associazione appena nata e si propone una missione quasi impossibile: traghettare la città dei papi dal Medioevo all’era moderna attraverso una grande parata arcobaleno, che si snoderà – autorizzazioni permettendo - da Porta Romana a piazza della Repubblica.

 

Una precisazione: quella che è stata ufficializzata lunedì sera con un video diffuso dagli organizzatori sui social non è la manifestazione Lazio Pride, per ospitare la quale il capoluogo della Tuscia è stato in corsa fino all’ultimo, salvo poi venire scalzato da Albano, nonostante, nel sondaggio promosso on line, quella viterbese, tra tutte le piazze candidate, sia stata quella che ha riportato il maggior numero di voti (like). Cosa abbia spinto gli organizzatori a preferire il comune dei Castelli non è chiaro (le preferenze non erano l’unico criterio). Probabilmente il retroterra culturale non ha giocato a favore di Viterbo. Così come certe dichiarazioni freddine rilasciate dall’ex sindaco Arena ma anche dalla candidata di Viterbo 2020 Chiara Frontini (“il Lazio Pride non è una priorità”), che pure ha in squadra un vessillo del mondo omosessuale come il baritono Alfonso Antoniozzi.

 

Rivoltare questo retroterra è proprio l’obiettivo degli organizzatori (Altro Circolo, Anpi, Rete degli studenti medi, Kyanos e sindacati), come viene sottolineato nel video promozionale. Video in cui, sulle note di Born This Way di Lady Gaga, che è un po’ l’Internazionale del popolo arcobaleno, si alternano immagini programmatiche: dalla Libertà che guida il popolo a Garibaldi, fino all’allunaggio. Ancora più programmatico il claim:“Preparatevi a fare la rivoluzione e a cambiare la storia”. Quella di Viterbo basta poco.