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Viterbo, bambino ucciso. Processo immediato per il padre: davanti alla corte d'assise a maggio

Valeria Terranova
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Si è celebrata ieri, 29 marzo,  l’udienza di ammissione prove del processo che vede imputato per maltrattamenti aggravati Mirko Tomkov accusato di aver assassinato ferocemente il figlioletto nell’appartamento in cui viveva con la madre in Stradone Fazi a Cura di Vetralla mentre la madre era al lavoro sei mesi fa. Si tratta del procedimento scaturito dalla violazione da parte dell’imputato del divieto di avvicinamento alla famiglia disposto a settembre dello scorso anno dal gip su istanza del pm Paola Conti. Nello specifico, la richiesta di rinvio a giudizio immediato per maltrattamenti in famiglia risale al 15 ottobre di un anno fa, a un mese dall’efferato omicidio, quando il 45enne è riuscito a entrare in casa e a uccidere Matias, 10 anni, violando il provvedimento.

 

 

Da allora, il quarantenne polacco, arrestato subito dopo il delitto dai carabinieri e sorvegliato a vista per qualche giorno dai miliari durante il ricovero presso il dipartimento di medicina carceraria dell’ospedale di Belcolle, è ristretto nel penitenziario di Mammagialla con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Stando alle tesi formulate finora dagli inquirenti, l’uomo avrebbe agito premeditando la vendetta ai danni della moglie Mariola Rapaj, proprio per via del provvedimento emesso nei suoi confronti e che gli impediva di avvicinarsi a lei e al bimbo, e ai luoghi da loro frequentati. L’uomo, scortato da cinque agenti della polizia penitenziaria, ha presenziato alla seduta seduto accanto ai propri legali, gli avvocati Sabina Fiorentini e Paolo Grazini. In aula anche i familiari del bambino, ancora comprensibilmente sconvolti e straziati dal dolore per la tragica perdita. Contro l’assassino la mamma del bimbo, la quale si è costituita parte civile con l’avvocato Michele Ranucci.

 

Al termine della costituzione delle parti, i difensori dell’imputato hanno chiesto al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini la riunione del dibattimento in questione con quello principale, per omicidio volontario aggravato, relativamente al quale durante l’udienza si è appreso che qualche giorno fa è stata acettata la richiesta dei pm Paola Conti e Stefano D’Arma di giudizio immediato. A tale proposito, dopo aver sentito i pareri delle parti, il terzetto collegiale, ravvisando una possibile ipotesi di connessione tra i due processi, ha rinviato la seduta al 16 maggio, data che segnerà l’apertura del processo davanti alla Corte d’Assise a 6 mesi esatti dall’omicidio.