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Viterbo, critiche a Zingaretti: "Silenzio su sanità, acqua e trasporti"

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Non ci sta, il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, ad avallare la versione della carta patinata attraverso cui è stata raccontata nei giorni scorsi l’ultima visita a Viterbo del presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Si sarebbe infatti assistito “a tutto un fiorire di frasi di circostanza e vuoti di memoria”, che non descrivono, secondo il parlamentare, la difficile realtà in cui versa il territorio. Lustrini e paillettes, insomma, che, per la sensibilità di alcuni e in primis proprio per quella di se stesso, sottolinea il deputato, hanno mostrato un’immagine lontana da ciò che accade davvero in terra di Tuscia.

Alla visita del presidente, arrivato in compagnia del vice, Daniele Leodori, hanno partecipato anche Paolo Orneli, assessore regionale a sviluppo economico, commercio, artigianato e innovazione; Alessandra Troncarelli, assessore regionale a politiche sociali e welfare; Enrico Panunzi, consigliere regionale; e Wanda D’Ercole, direttore generale della Regione Lazio. E per descrivere ciò che pensa dell’immagine, a suo dire edulcorata e non veritiera, emersa da diversi resoconti giornalistici, Rotelli ha pubblicato un post sul suo profilo personale di Facebook.

Post che ha poi ricevuto molti consensi: “Ho letto vari articoli - afferma - sull’ultima visita del presidente della Regione Lazio a Viterbo: Zingaretti e il nutrito gruppo di assessori ed eletti devono essere stati colpiti da amnesia generale. Nulla ho trovato - spiega entrando nel dettaglio dei problemi che affliggono la Tuscia- su piano rifiuti, acqua, arsenico e miscelazione, collegamenti ferroviari, completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia, professionalità e competenze sanitarie”. “La Tuscia - nota ancora il parlamentare - è da anni ridotta a discarica; sull’arsenico aspettiamo ancora l’esito di tavoli sbandierati da mesi; tutte le linee di trasporto della provincia, sia ferro che gomma, sono state dimenticate, nessuna rientra nel Pnrr; mentre la sanità del ‘chiudi e poi rapri gli ospedali’ non ha alcuna programmazione sulle professionalità da impiegare. Quando si chiede cosa cambi tra uno schieramento e l’altro, diciamo che la differenza la fanno le priorità e non è poco”.