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Viterbo, elezioni comunali. Il Partito Democratico sempre più in difficoltà

R. V.
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Colpisce sempre più l’assenza, dalle scene, del Pd. Il quale, in attesa di sapere con certezza cosa accadrà nel fronte avversario, non ufficializza ancora il nome del proprio candidato in pectore: l’assessore regionale Alessandra Troncarelli. La speranza, stante la paura di non arrivare da soli al ballottaggio, è infatti quella di un accordo con spezzoni di FI e Lega qualora il centrodestra non riuscisse a ricompattarsi. In un’ipotesi del genere, i dem, disponibili a convergere su un aspirante sindaco super partes (come è stato con Andrea Genovese prima che questi declinasse l’invito), non potranno però contare su un’intesa formale con tanto di simboli degli azzurri e della Carroccio. Dopo il no ad alleanze fuori dalla coalizione arrivato da Tajani e Durigon, sia gli uni che gli altri dovrebbero dar vita a delle liste civiche.

 

Dopo essere riuscito nel 2013 nel miracolo di ergersi a polo di attrazione per tanti moderati confluiti nella lista Oltre le mura di Michelini, il Pd a trazione Regione Lazio di fatto paga il conto derivante dalla cacciata dei moderati iniziata nel 2018 con la formazione delle cosiddette liste Asl (candidato a sindaco il medico Francesco Serra) in antitesi alla candidata ufficiale Luisa Ciambella. Altra difficoltà odierna che il Pd riscontra nel mettere insieme una vera coalizione di centrosinistra è rappresentata dalla marginalizzazione compiuta ai danni della sinistra esterna su temi tipici dei progressisti quali ad esempio la gestione dell’acqua pubblica.

 

Tutto ciò ha determinato appunto una evidente debolezza del partito guidato da Manuela Benedetti, costretto a sperare, per cercare di restare in gioco, nel soccorso del centrodestra. Anche perché nel frattempo sono svaniti anche tutti quei partner minori che in questi anni hanno condiviso in Consiglio comunale le posizioni del gruppo guidato da Alvaro Ricci. Ovvero: il M5S, scomparso dai radar con la gestione Erbetti, tanto che l’ex consigliere comunale Gianluca De Dominicis si candida con Chiara Frontini; e Azione di Giacomo Barelli, in forte difficoltà nel mettere in piedi una lista e forse anche disposta, vista l’aria che tira, a sottoscrivere accordi con il centrodestra. Infine, Italia Viva: pure in questo caso nessuna convergenza con i dem, meglio schierarsi - è stato deciso - con Viterbo 2020.