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Viterbo, mazza da baseball e petardi in auto: assolto

Valeria Terranova
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È stato assolto un giovane che la notte tra Pasqua e pasquetta di due anni fa fu beccato dai carabinieri a girare in macchina in piena notte con una mazza da baseball nel portabagagli e con una scatola contenente 12 petardi per i quali è richiesta un’apposita licenza. Lunedì 21 marzo in aula il ragazzo, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, ha riferito che in pratica si trattò di un equivoco.

 

“Il 22 aprile festeggiammo gli ottant’anni di mia nonna nella casa in campagna di mia zia tra Bagnaia e Vitorchiano e per l’occasione mia madre portò dei giochi per intrattenere i bambini presenti – ha raccontato l’accusato-. Tra i tanti giocattoli ricordo che c’erano una corda e una piccola mazza da baseball e un po’ di tempo prima, d’accordo con i miei parenti, comprai questi petardi su Ebay per i quali non era necessaria autorizzazione specifica al momento dell’acquisto. Essendoci bimbi e cani evitammo di usarli in quanto ci rendemmo conto che dovevano essere molto rumorosi e mia madre li rimise nella sua auto sotto uno dei sedili; lo stesso fece con la mazza da baseball riponendola nel bagagliaio. Quando i carabinieri mi fermarono ero a bordo della macchina di mia madre; avevo appena riaccompagnato la mia fidanzata e stavo percorrendo la strada che collega Vitorchiano e Paparano per tornare a casa mia al Pallone”.

 

Le circostanze riferite dal giovane sono state confermate dalla madre e dallo zio, sentiti in qualità di testimoni. “Fui io a mettere quegli oggetti nella mia vettura: una mazza da baseball a cui tengo molto e i botti nella confezione ancora intonsa – ha dichiarato la cinquantenne-. Se mio figlio mi avesse telefonato avrei potuto spiegare il malinteso ai militari e non saremmo arrivati a questo punto, ma non lo fece per non farmi preoccupare. Dato che viviamo a cento metri dal punto in cui lo fermarono sarei scesa in strada e avrei potuto chiarire la questione”. Al termine della requisitoria il pm, sostenendo che la responsabilità del giovane fosse stata provata, ha chiesto che il ragazzo fosse punito con un’ammenda da 2 mila euro. Il difensore di tutt’altro avviso, nell’arringa ha tenuto a precisare che la mazza era conservata nel portabagagli e dunque non fosse nell’immediata disponibilità del proprio assistito e che la scatola con petardi non fosse stata neanche scartata. Il verdetto finale emesso dal giudice Elisabetta Massini ha assolto il ragazzo da tutte le accuse mosse a suo carico.