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Viterbo, arsenico nell'acqua. I comitati: “Dearsenificatori per tutti i Comuni”

Il Sii ha risolto il problema

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I fondi destinati alla manutenzione dei dearsenificatori rischiano di andare perduti se i Comuni che gestiscono in proprio il servizio idrico non entreranno a far parte della società Talete Spa. Una notizia che desta allarme e preoccupazione, al punto che il coordinamento provinciale dei comitati Acqua Pubblica, Non ce la beviamo e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, parlano di “problema sanitario” e chiedono alla Regione di provvedere.

 

 

“Questi fondi - spiegano i comitati - sono stati stanziati per sanare il contenzioso relativo all’infrazione imposta all’Italia dall’Unione Europea per il mancato rispetto della direttiva sull’acqua potabile nella provincia di Viterbo, dove i livelli di arsenico superano i valori parametrici stabiliti dalla normativa vigente. Si tratta di un problema sanitario, l’arsenico danneggia la salute umana, in particolare, dice la Commissione, quella dei bambini. Porre, quindi, vincoli e limiti ad una misura di salvaguardia della salute umana risulta, a nostro parere, illegittimo. La vicenda dell’ingresso dei Comuni nella società non ha niente a che vedere con la tutela della salute dei cittadini. Non si possono subordinare questioni sanitarie a vicende di carattere organizzativo e gestionale -spiegano i movimenti -. Sono due cose nettamente distinte che hanno strade separate".

 

 

La provincia di Viterbo si trova in uno stato di emergenza sanitaria dovuta ad inquinanti nelle acque nocivi alla salute umana, tanto che la Commissione Europea, dopo aver concesso molteplici deroghe per porre rimedio alla situazione, ha denunciato l’Italia alla Corte di Giustizia Europea. Si tratta, pertanto, di un problema di inquinamento ambientale con conseguenze sulla salute dei cittadini. La Regione non può continuare ad utilizzare questi fondi quale leva per esercitare pressione sull’annosa questione dell’ingresso dei Comuni in Talete”.