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Viterbo, scuola. Salvi i docenti assunti per il Covid: prorogati i contratti

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Massimiliano Conti
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Avranno il contratto prorogato fino al termine delle lezioni, i docenti e tutto il personale Covid reclutato dalle scuole negli ultimi due anni per far fronte all’emergenza sanitaria. Nella Tuscia sono circa 300 i lavoratori, tra docenti, impiegati e collaboratori scolastici, che possono tirare un sospiro di sollievo: sulle loro teste pendeva la spada di Damocle della fine dello stato di emergenza, previsto per il 31 marzo, con la contestuale scadenza dei loro rapporti di lavoro. Il paracadute è arrivato giovedì scorso con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della bozza del Decreto Riaperture 2022. Che all’articolo 9 prevede appunto la possibilità per le scuole – in base alle proprie esigenze - di prorogare i contratti Covid in scadenza fino al termine delle lezioni, e comunque fino al 15 giugno. 

 

Difficilmente, salvo casi eccezionali, qualche dirigente scolastico rinuncerà a personale che in questo periodo si è rivelato determinante per la tenuta degli istituti. Sul fronte organizzativo più ancora che su quello didattico: le segreterie hanno infatti dovuto reggere l’onda d’urto delle quarantene e di una mole di lavoro burocratico aumentata a dismisura. Per non parlare delle esigenze sotto il profilo più strettamente sanitario, con le aule e gli ambienti scolastici da igienizzare ripetutamente nell’arco della giornata onde evitare il diffondersi del virus. Tutto questo è stato possibile proprio e solo grazie ai rinforzi ottenuti dal governo. 
Peraltro, al di là della fine dell’emergenza sanitaria, ormai già decretata dal governo, il significativo rialzo dei contagi registrato nelle ultime settimane, in Italia e anche nella Tuscia, non fa dormire sonni tranquilli. Anche perché è tra i ragazzi in età scolare - dove la percentuale dei vaccinati è più bassa e il distanziamento sociale un optional – che si continua a registrare la maggiore propagazione del Covid. 

 

La segretaria provinciale della Uil Scuola, Silvia Somigli, nei giorni scorsi aveva messo in guardia proprio sul rischio del “liberi tutti”. “Dalla pandemia stiamo passando a un’ endemia, che richiederà comunque, nelle scuole come in tutti i luoghi di lavoro, il massimo rispetto delle norme igieniche e di sicurezza – aveva detto la sindacalista su queste colonne -. L’apporto del personale Covid resta quindi fondamentale”. 
Per la proroga dei contratti, oltre alle somme già stanziate, il governo giovedì scorso ha individuato ulteriori 204 milioni di euro. La speranza è che questi soldi servano anche ad accorciare i tempi tuttora biblici – parliamo spesso di mesi - che i lavoratori Covid della scuola devono attendere prima di vedersi accreditare gli stipendi sul conto.