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Viterbo, badante picchiò anziana. Attesa a settembre la sentenza

Valeria Terranova
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E’ arrivato al giro di boa il procedimento a carico di una badante 60enne di origine rumena, accusata di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia per aver picchiato un’anziana della quale avrebbe dovuto invece prendersi cura. La sentenza è attesa per settembre. A settembre 2021 il pubblico ministro, al termine della requisitoria, ha chiesto una condanna a 4 anni e mezzo nei confronti della donna, che in questi anni è stata difesa da diversi legali d’ufficio che non hanno quasi mai presenziato alle udienze.

 

 

 

“La vittima subì atti di inaudita brutalità che non possono avere alcun tipo di giustificazione - ha riferito sei mesi fa, durante l’arringa, l’avvocato Fausto Barili, difensore dei familiari dell’ottantenne, costituitisi parti civili nel dibattimento -. Si trattò di ripetute vessazioni e di aggressioni verbali con epiteti irripetibili nei confronti di una persona indifesa. I figli della signora, che nel frattempo è venuta a mancare, non meritavano di vivere questa tragedia. Chiediamo che venga fatta giustizia”. I fatti, che si consumarono tra Monterosi e Civita Castellana, risalgono al luglio del 2015. La notte tra il primo e il 2 luglio di 6 anni fa, la badante, in preda ai fumi dell’alcol, si sarebbe scagliata con violenza contro l’88enne, pensionata, tanto da farle perdere anche un dente. 

 

A seguito della denuncia sporta dai familiari della vittima, l’imputata fu arrestata per tentato omicidio, reato che poi fu riqualificato. Inizialmente le lesioni riportate dalla poveretta furono giudicate guaribili in 20 giorni. Tuttavia, in un secondo momento, i segni delle percosse vennero ritenuti ancora in fase di risanamento in occasione di un altro ricovero. Dunque, sulla scorta di questi ulteriori riscontri, supportati in particolare dalla parte civile e dall’accusa, si arrivò alla formulazione dell’aggravante e alla riconversione del reato. Salvo imprevisti, il processo, che recentemente ha subito alcune battute d’arresto, per via della mancata notifica all’imputata proprio dell’aggravante, proseguirà il 15 settembre con l’udienza che sarà riservata alla discussione, alla fine della quale è attesa la sentenza.