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Viterbo. droga. Sequestrati 750 chili di cocaina. Un sorianese al vertice del traffico

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Lo hanno arrestato a Soriano nel Cimino, paese nel quale era nato e in cui tornava spesso, pur vivendo ormai da tempo a Roma. I militari che lo hanno arrestato con l’accusa di spaccio di droga, lo conoscevano per alcuni precedenti di polizia, ma la sorpresa è stata davvero tanta, visto che, secondo il mandato di arresto internazionale sulla base del quale hanno operato, l’uomo è ritenuto un elemento apicale di un sodalizio criminale che operava a Malaga.

 

L’operazione che ha condotto al suo arresto ha preso il via da una vasta operazione anti-droga compiuta a Malaga il 24 febbraio scorso, dagli agenti della polizia nazionale spagnola con il Servizio di sorveglianza doganale dell’Agenzia delle entrate. Il blitz portò al sequestro di 750 chili di cocaina nascosti in un container di ananas tropicali a Alhaurin de la Torre. 
Secondo l’accusa, il sorianese è ritenuto un elemento apicale del sodalizio criminale che operava a Malaga ed è indicato dal quadro indiziario come il responsabile della produzione e della vendita della droga sequestrata. 
Durante l’ operazione, inoltre, sono emerse tre società costituite strumentalmente per il trasporto di cocaina prodotta in Colombia, e l’uomo arrestato a Soriano nel Cimino è risultato essere il creatore di una di queste tre società. Al termine delle operazioni di arresto, l’uomo, sulla base di un provvedimento della Corte di Appello di Roma, è stato associato in carcere in attesa dell’estradizione. 

 

Nel corso dell’indagine, a quanto risulta, come scrive il Corriere della Sera, erano stati sequestrati anche 35 mila euro in contanti e numerosi documenti la cui analisi potrebbe provare l’esistenza di altri possibili reati come il riciclaggio di denaro.
Durante l’operazione del 24 febbraio è stata completamente smantellata anche l’organizzazione che importava la droga - dalla Colombia alla Spagna - e che ne gestiva poi la distribuzione nel resto d'Europa.
In manette, complessivamente, sono finite cinque persone, tra cui due spagnoli, due italiani (uno è il sorianese) e una donna rumena. Tre dei cinque sarebbero i rappresentanti delle società costituite per il trasporto della cocaina prodotta in Colombia, e secondo la magistratura, uno dei tre è l’uomo arrestato a Soriano nel Cimino.