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Viterbo, minacciò infermieri e medico con un seghetto al Serd di Civita Castellana. A processo

Valeria Terranova
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Minacciò con un seghetto due sanitari e un medico del Serd (Servizio dipendenze della Asl) a Civita Castellana pretendendo che gli venisse consegnata il dosaggio settimanale di metadone. Protagonista del gesto un uomo che nel febbraio del 2019 diede in escandescenze all’interno della sede locale dei servizi per le dipendenze patologiche.

 

A raccontare la vicenda in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco un ufficiale dell’Arma che intervenne sul posto. “I sanitari ci riferirono che l’imputato esigeva non la dose giornaliera ma il trattamento settimanale. Quando uscì dall’ufficio lo bloccammo e lo perquisimmo e nella tasca destra della giacca aveva un seghetto da potatura che poi sequestrammo”. In seguito è stata sentita una infermiera che assistette alla scena. “Arrivò da noi per la terapia che noi di solito affidavamo al fratello e con cui avevamo un accordo in quanto suo responsabile. L’uomo ci riferì di aver litigato col proprio congiunto che a suo parere non doveva essere più coinvolto nella situazione. Così diede di matto e tirò fuori questo seghetto. Era visibilmente alterato e cominciò a sbattere l’arnese sulla scrivania dicendo che avrebbe distrutto l’ufficio, finendo per danneggiare lo scrittoio. Subito dopo arrivò la dottoressa la quale non assecondò le sue richieste, considerando il patto che avevamo con il fratello che era responsabile per lui e tuttavia cercammo di contenerlo. Lo conosciamo da diverso tempo e non era mai successo che si comportasse in questo modo. Era fuori di sé. Noi cercammo di tutelare gli accordi presi con il fratello”.

 

Successivamente ha deposto la dottoressa, la quale ha ribadito la dinamica del fatto. “Mi disse di aver litigato col parente, il quale, secondo lui, non avrebbe dovuto più immischiarsi nella faccenda. A quel punto, dopo avergli ricordato il compromesso raggiunto con il fratello, tirò fuori il seghetto sbattendolo sul tavolo e ci disse che avrebbe preso anche il computer. Così io uscì dalla stanza e contattai i carabinieri che intervennero rapidissimamente”. Il dibattimento riprenderà il 26 ottobre con le deposizioni dei testimoni della difesa.