Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, prese a bastonate la sua migliore amica, 26enne condannata a un anno e 7 mesi

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Condannata a un anno e 7 mesi una 26enne che prese a bastonate l’ex migliore amica, ferendola in pieno volto e danneggiandole i denti. I fatti risalgono al 5 luglio del 2018. Quella mattina la 26enne colpì con un bastone la coetanea che in quel momento era alla guida della propria auto e stava costeggiando la piazza centrale di Fabrica di Roma. A seguito dell’aggressione la vittima, costituitasi parte civile con l’avvocato Remigio Sicilia, riportò delle lesioni alle arcate dentali. In aula, lo scorso ottobre, è stata ascoltata come testimone la madre della malcapitata che ha riepilogato la vicenda.

“Mia figlia e questa ragazza erano amiche da diverso tempo e lei frequentava casa nostra quotidianamente - ha raccontato la testimone -. Quel giorno mia figlia stava andando a lavoro. Intorno alle 11,30 mi chiamò spaventata dicendomi: ‘Non aprire la porta perché viene e ti sfonda’ riferendosi all’amica. Dopo di che ho sentito un botto, un urlo e poi più nulla. Quando la raggiunsi, mia figlia mi riferì che l’amica l’aveva picchiata e aveva dolore ai denti, tanto che le sembrava che si muovessero. Andammo al pronto soccorso, dove dopo qualche minuto questa ragazza si presentò con la madre e insultò sia me che mia figlia, rivolgendoci frasi come ‘Ti sfondo a te e a tua madre’ e altre espressioni del genere. La madre la spalleggiava e la incoraggiava a continuare. A distanza di due mesi, mentre eravamo in un supermercato a fare la spesa, la incontrammo e anche in quell’occasione la giovane iniziò a insultarci. Mia figlia è ancora sottoposta a cure mediche e dovrà affrontare interventi ricostruttivi”.

Nel corso dell’interrogatorio la donna non ha saputo spiegare il movente: “Fino alla sera prima parlavano al telefono e chattavano. Non avevano litigato. Non so perché sia successo tutto questo”. In seguito, il legale della vittima ha depositato ulteriore documentazione: un cd, contenente tre allegati, elaborati dai carabinieri, consistenti in alcune immagini, fotogrammi tratti dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della polizia locale del comune di Fabrica di Roma, installate in piazza Duomo, che ripresero l’episodio, insieme a una copia dello screenshot dei messaggi intimidatori indirizzati alla propria assistita e un file audio con contenuti dello stesso tenore. Al termine della camera di consiglio, il verdetto emesso dal giudice Francesco Rigato ha condannato la 26enne a un anno e 7 mesi di reclusione e ha disposto una provvisionale di 4 mila euro in favore della parte civile, che sarà liquidato in sede civile.