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Elezioni comunali, Vittorio Sgarbi si candida a Viterbo e Padova

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Con chi si apparenterà ancora non si sa. Una cosa però sembra certa: Vittorio Sgarbi sarà presente alle comunali con una sua lista dal nome Io apro Rinascimento, candidandosi a fare l’assessore alla cultura. Lo ha ribadito ieri con una lettera aperta ai cittadini, contenente “un appello a chi vuole che Viterbo torni ad avere il posto che merita nella storia, superando il ruolo di eterna spettatrice: il momento della rinascita culturale della città - dice - è ora, con Io apro Rinascimento”. Ma nei pensieri di Sgarbi non c’è solo Viterbo. Come riporta Padova Oggi, sempre ieri si è infatti candidato anche a Padova. Pure qui sarà presenta con la lista Rinascimento. “La Bellezza (scritta rigorosamente con la B maiuscola) - dice il sindaco di Sutri - può diventare ricchezza”. Dal canto suo, per arrivare a questo traguardo mette a disposizione la sua conoscenza. I presupposti, parlando di Viterbo, secondo lui ci stanno tutti: “Dalla Macchina di Santa Rosa al Teatro dell’Unione; dal Palazzo dei Papi alle terme, trascurate, al maestoso centro storico ridotto a contenitore della movida; da una attestata e ininterrotta vitalità culturale, attraverso i festival e l’attività di associazioni e di persone illuminate, alla ricchezza del Medioevo e della spiritualità fino al paesaggio della Tuscia: non è ben chiaro - sostiene - per quale motivo Viterbo debba rimanere esclusa dal mondo e ignorata”.

“Cultura è conoscenza, non improvvisazione, è visione e programmazione”, puntualizza il critico d’arte, che aggiunge: “Solo grazie al suo patrimonio, se adeguatamente comunicato al mondo, Viterbo potrebbe esistere”. Non lesina critiche a chi ha amministrato sinora la città: “L’esposizione senza criterio delle opere di Sebastiano del Piombo, per esempio, rappresenta l’ennesima occasione sprecata. E non si dovrà sbagliare con il palazzo della Banca d’Italia: non basta acquisirlo, bisogna animarlo , immaginarne la funzione. Settemila metri quadrati che possono diventare un grande museo con esposizioni permanenti (penso alle Macchine di Santa Rosa, in deposito, esempi di intelligenza e devozione) e temporanee, con opere di maestri della storia dell’arte, che portino in città la stampa e migliaia di visitatori, generando lavoro per i viterbesi”. Quindi, i paragoni con Sutri, che “con il museo di Palazzo Doebbing, in quattro stagioni, ha accolto oltre cinquantamila persone, ospitando opere di Tiziano, Bacon, Giotto, Rousseau, Ligabue, Guttuso”.

“Immagino, ancora - conclude Sgarbi - il Trasporto della Macchina di Santa Rosa onorato devotamente in diretta sui canali Rai, come accade per il Palio di Siena. Molto altro si potrebbe dire a proposito della storia e della vita culturale della città dei Papi. Moltissimo si può e si deve fare, specie per una straordinaria amministrazione. Nella mia vita ho condotto battaglie importanti, vinte, per la gloria di questo Paese, della sua civiltà, del suo patrimonio. Posso farlo anche qui. Sarò l’assessore alla bellezza di Viterbo. La mia storia parla per me: è il momento di condividerla con i viterbesi. Il futuro di Viterbo dipende da una scelta politica giusta”.