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Viterbo, guerra. Tre suore ucraine ritrovano i bambini della loro città

Daniela Venanzi
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Maria Beata, Maria Aurora e Maria Trinità. Sono tre suore ucraine del convento di San Francesco a Bagnoregio, da qualche giorno in missione a Cattolica per assistere, presso il convento di Sant’Antonio da Padova, 20 bambini dell’orfanotrofio della loro città, Ivano-Frankivsk, salvati dai bombardamenti grazie alla fondazione umanitaria Aiutiamoli a vivere di Terni.  I bambini hanno quasi tutti tra i 7 e i 13 anni, ma fanno parte del gruppo anche una 14enne incinta, due 17enni e i due figli della maestra dell’orfanotrofio rimasta in patria. Le tre “sorelline del verbo incarnato” a Bagnoregio fanno invece parte di un gruppo di 17 suore ucraine. Sono state mandate a Cattolica su precisa richiesta, alla superiora Salut, del presidente di Aiutiamoli a vivere, Fabrizio Pacifici.

La sorpresa più grande, quasi come se ci si trovasse immersi in un film, in una storia di quelle che a scriverle ci vorrebbe una fervida fantasia, è stata quando alcuni di quei bambini hanno riconosciuto nelle tre giovanissime suore, tutte ventenni, le loro insegnanti di catechismo: “E’ stato un momento commovente - dichiara lo stesso Pacifici -. Tutto è partito dalla mia richiesta alla superiora Salut del convento di Bagnoregio: serviva - spiega - qualcuno che conoscesse bene la lingua dei ragazzi messi in salvo (Ivano-Frankivsk è stata una delle prime città a essere bombardate, ndr). Trovarsi in terra straniera e senza più i riferimenti quotidiani di appartenenza è una situazione difficile da gestire".

"Ecco perché la superiora non ha avuto un momento di tentennamento e alla mia richiesta ha risposto convintamente di sì. Siamo andati a fare il sopralluogo preventivo insieme, abbiamo visionato la struttura di Cattolica che le avrebbe ospitate e poi tutto si è concretizzato nel giro di pochi giorni. Quello che non ci aspettavamo è stata la sorpresa della conoscenza pregressa tra i bambini e le suore, che ha generato abbracci commoventi e lacrime di gioia".