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Elezioni, crescono le possibilità della candidatura di Santucci

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Centrodestra alle elezioni comunali con due candidati a sindaco? 
Sebbene non manchino tentativi, più o meno convinti, di ricompattare la coalizione, sembra che le cose possano andare esattamente così. Tutto ruota attorno alla Lega, a sua volta spaccata, dove il senatore Umberto Fusco continua a rigettare le proposte di Fratelli d’Italia. Si dice che l’obiettivo finale sia di candidare a sindaco il genero, Stefano Evangelista, a cui, nella peggiore delle ipotesi, sarebbe così garantita almeno l’elezione a consigliere comunale. Illazioni? Può darsi. Certo è però che Mauro Rotelli non sembra per nulla preoccupato di un siffatto scenario dato che quasi certamente FdI dovrebbe contare, oltre che sulle liste di partito, anche su una lista civica dove troveranno spazio gli scontenti del Carroccio. Che, tra ex consiglieri delusi e simpatizzanti non più convinti, non sarebbero pochi. 
In questo schema, il candidato a sindaco di FdI potrebbe essere Gianmaria Santucci, forte della sua provenienza dall’area di Forza Italia. In altri termini, il suo nome (al di là della candidatura di Laura Allegrini ufficializzata nei giorni scorsi) servirebbe ad avvicinare l’elettorato azzurro in libera uscita in seguito all’alleanza tra i berlusconiani e il Pd in Provincia e alla successiva caduta dell’amministrazione Arena. Elettorato che non porteranno in dote né Antonella Sberna, né il marito Daniele Sabatini per il semplice fatto che, dopo un anno di tira e molla, il loro arrivo nelle truppe meloniani è ormai diventato molto problematico. D’altra parte, è l’altro ragionamento, Forza Italia è necessariamente destinata a spaccarsi, per cui serve inserirsi a tutti i costi nella diaspora per trarne il massimo beneficio possibile. 

 


A proposito di Forza Italia, è ormai sicura la formazione di una lista, su iniziativa del presidente della Provincia Alessandro Romoli, a sostegno della candidata del Pd, Alessandra Troncarelli. Una scelta obbligata, per il sindaco di Bassano in Teverina, tenuto a ricambiare a Enrico Panunzi il favore ricevuto con la sua elezione al vertice di Palazzo Gentili. Una scelta però anche tribolata se è vero che - è questa notizia delle ultime ore - Romoli ha chiesto di ritornare nell’Udc per trovare uno scudo politico più solido. Dopo aver appreso che mai avrà la possibilità di fregiarsi del simbolo azzurro, ovvero che FI su direttiva di Berlusconi resterà ancorata nel centrodestra, teme infatti di restare da solo con il cosiddetto cerino in mano. Come gli lascia intendere il fatto che tutti quelli che (vedi il commissario Giulio Marini) a dicembre sostennero la virata a sinistra alle elezioni provinciali sembrano ormai rientrati nei ranghi.

 

 

Tutte queste persone ora starebbero lavorando per un rinnovato accordo a destra, che potrebbe ad esempio concretizzarsi in un’alleanza al primo turno almeno con la Lega di Fusco nell’ipotesi in cui questa decida per l’appunto di andare per conto proprio. Da notare che lo stesso tentativo (nato, sembra, da un’idea del senatore Battistoni) di trovare come candidato sindaco un civico sul cui nome far convergere tutto il centrodestra sarebbe fallito. Il civico - ammettono sconsolati i vertici azzurri - non c’è e non ci sarà. 

 


In una situazione del genere - sottolineano - tutto può accadere. Anche che Forza Italia vada da sola al primo turno, sperando di vendere cara la pelle al secondo: “Quando - parole di Giulio Marini ripetute più volte negli ultimi giorni - se il centrodestra continuerà a non volerci, potremmo essere veramente costretti ad allearci con il Pd”. Come dire: fatta salva la direttiva nazionale a cui ci si è prudentemente attenuti al primo turno, al ballottaggio eventuali scelte diverse andrebbero imputate agli altri e basta.