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Cessione ferrovia Roma Nord da Atac a Cotral, il Comitato pendolari: “E' una svendita"

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Domani, martedì 15 marzo,  sarà il giorno della verità per il passaggio della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo da Atac, azienda di trasporti del Comune di Roma, alle regionali Cotral e Astral. C’è grande attesa, infatti, per il voto finale dell’Assemblea capitolina sulla delibera che prevede “l’autorizzazione al trasferimento dei rami di azienda relativi alla gestione del servizio e delle infrastrutture della linea Roma Nord, ma anche della Roma Lido”. I lavori che hanno preso il via giovedì scorso in aula si sono fermati all’esame degli ordini del giorno, 34 in totale, di cui 30 presentati da Fratelli d’Italia, tre dai Cinquestelle e uno dal Partito democratico. La delibera prevede che al Comune di Roma verranno corrisposti 42 milioni di euro divisi in quattro rate, 39 per il ramo di azienda dei servizi e due per le infrastrutture. La prima rata sarà di 26 milioni, la seconda e la terza di 3,3 milioni e l’ultima di 6,5 milioni. Ed è proprio sui costi dell’intera operazione che puntano il dito i pendolari, sia quelli del Comitato ferrovia Roma Nord che dell’Associazione TrasportiAmo, che parlano senza mezzi termini “di svendita delle linee regionali”.

 

 

Un “no” ribadito con forza dagli stessi comitati ricevuti mercoledì scorso in Commissione Mobilità al Comune di Roma. “Abbiamo fanno presente per l’ennesima volta - spiega il presidente del Comitato pendolari Roma Nord, Fabrizio Bonanni - che affidare alle due aziende della Regione, Cotral e Astral, un servizio che fa acqua da tutte le parti è deleterio, soprattutto svendendolo come avviene, appunto, in questo caso. Capiamo che si voglia fare cassa per dirottare tutti o parte di quei 42 milioni nel calderone dei creditori per il concordato preventivo, che ricordiamo ha effetto per tutto il 2022, con le evidenti ripercussioni sul servizio che viviamo da anni ormai, ma a tutto c’è un limite. Se Atac negli ultimi anni fosse stata controllata meglio dalla Regione, mentre il Comune nel frattempo giocava a nascondino, non sarebbe stata svenduta, ma potenziata, e messa in grado di erogare un servizio pubblico all’altezza”. Bonanni entra poi nel dettaglio dell’operazione, indicando quali sono le note dolenti: “Atac, attraverso il Comune di Roma, cederà a Cotral e Astral circa quindici treni, oltre a tutto il resto, e solo questi superano di gran lunga, anche se usati e malandati, il valore della cessione”. Come se non bastasse, a rendere ancora più incerto il futuro dei pendolari è la data di entrata in funzione dei nuovi treni, “forse tra due anni, mentre non c’è nessuna data certa sul raddoppio tra Montebello e Morlupo e sulla nuova stazione Flaminio”.

 

 

“Dal prossimo luglio, quindi, per noi pendolari viaggiare con Cotral e Astral sarà come adesso se non addirittura peggio, come peraltro ci hanno anticipato gli stessi rappresentanti dell’Azienda regionale di trasporti, sottolineando che per tornare ad un regime di servizio decente servirà ancora qualche anno”. Se oggi per andare da Civita Castellana a piazza Flaminio bisogna viaggiare sia su autobus che su treni, i pendolari temono che con i nuovi gestori il servizio possa essere maggiormente esternalizzato dalla rotaia alla gomma. “C’è il timore che nei prossimi mesi Cotral potenzi maggiormente le corse in autobus - prosegue Bonanni -, senza contare poi i problemi che si verrebbero a creare con il raddoppio della Flaminia da Morlupo a Sacrofano. In pratica arrivare da Civita a Roma potrebbe diventare un’impresa impossibile”. E se il futuro incerto, il presente è il solito calvario, a cominciare dalle continue soppressioni delle corse. “Negli ultimi mesi siamo arrivati ad una media di 40-50 corse saltate al giorno - conclude il presidente del comitato pendolari - e la situazione durante la pandemia, nonostante un utilizzo minore dei treni, è addirittura peggiorata. Nonostane ciò noi paghiamo regolarmente abbonamenti e biglietti per ricevere un servizio insufficiente, con tutti i d