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Viterbo, omicidio Angeletti alle Saline di Tarquinia. Cesaris aveva piazzato un gps nell'auto dell'ex amante

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Aveva piazzato un gps nell’auto dell'ex amante per seguire tutti i suoi spostamenti. Claudio Cesaris, il 68enne lombardo in carcere dopo aver confessato di aver sparato al professor Dario Angeletti il 7 dicembre scorso nel parcheggio delle Saline di Tarquinia, aveva una vera e propria ossessione per la ricercatrice 38enne con la quale aveva intrattenuto una relazione a Pavia. Lei da un paio d’anni si era trasferita nella Tuscia e lui l’aveva seguita nella speranza di riallacciare un rapporto. Era diventato quasi ossessivo tanto che la donna aveva iniziato a preoccuparsi. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura di Civitavecchia sull’omicidio delle Saline riportate dal sito Etrurianews.

 

 

In particolare nell’ordinanza del gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere sono riportati alcuni passaggi dell’interrogatorio della donna: “Con Angeletti avevamo un rapporto confidenziale il 4 dicembre (tre giorni prima dell’omicidio, ndr) eravamo stati a cena a Monte Romano. Usciti dal ristorante eravamo rimasti nella mia macchina fumare. Prima di salutarci ci eravamo abbracciati”. Ma nelle vicinanze, la donna non poteva saperlo, c’era Cesaris che ha visto tutto meditando, forse vendetta. Tre giorni dopo h chiesto un passaggio lungo la strada che porta al parcheggio delle Saline, poi ha freddato il professore con due colpi di pistola alla tempia. Cesaris ha sempre parlato di un raptus, ma l’ipotesi di un raptus prende sempre più quota.

 

Cesaris nei verbali dice di aver premuto il grilletto dopo che Angeletti ha fatto un apprezzamento poco gentile sulle donne in generale. Una versione, tuttavia, ch non sembra convincere, fin dal primo momento, gli inquirenti. Per ora di sicuro c’è solo la dinamica e la confessione di Cesaris. La Volvo di Angeletti entra nel parcheggio delle Saline e poco dopo Cesaris spara e tira il freno a mano. Poi l’assassino si allontanerà con la sua vecchia Subaru. Nel viaggio di ritorno verso San Martino al Cimino, dove aveva preso una casa in affitto, si sarebbe disfatto della pistola: Browning 6,35 appartenuta a un vecchio zio e trovata, a suo dire in un cassetto. . In casa, oltre una pistola Glock, gli hanno trovato anche un Gps con il quale ha ammesso di seguire gli spostamenti della ricercatrice.