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Viterbo, omicidio Daniele Barchi: condanna a 15 anni confermata a Stefano Pavani

V. T.
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La Cassazione conferma la condanna a 15 anni di carcere inflitta in primo grado a Stefano Pavani per l’omicidio di Daniele Barchi. A luglio scorso i genitori del 42enne di Gaeta, ucciso la notte tra il 21 e il 22 maggio del 2018 nel suo appartamento in via Fontanella del Suffragio, si sono opposti alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura nei confronti di Azzurra Cerretani, la ventenne che da principio fu indagata con l’accusa di omicidio volontario in concorso con l’allora fidanzato Stefano Pavani, 34enne, al quale infatti venne riconosciuta la seminfermità mentale e che attualmente sta scontando la pena in una Rems.

 

In particolare, i familiari della vittima, opponendosi all’iniziativa del pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo, tramite il proprio legale, l’avvocato Pasqualino Magliuzzi, hanno chiesto un’integrazione delle indagini al fine di rintracciare una donna che all’epoca era una vicina di casa del figlio, fornendo ai magistrati il nome di battesimo e il numero di telefono e richiedendo un’eventuale consulenza volta a verificare la capacità di intendere e di volere della giovane.
Il 5 maggio si celebrerà l’udienza di rinvio a giudizio dalla quale dipenderanno le sorti della 28enne, difesa dall’avvocato Fausto Barili, che poche settimane fa ha presentato al gup la richiesta di rito abbreviato, condizionato da una perizia psichiatrica sulla propria assistita. 

 

Durante l’udienza preliminare che si celebrerà davanti al gup Giacomo Autizi in primavera, il giudice valuterà se accogliere o meno l’istanza difensiva. In subordine il legale della ventenne ha richiesto il rito abbreviato secco, depositando un’ampia documentazione relativa alla condizione psichica della giovane.