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Viterbo, stalking e violenza sessuale. Il libertà l'uomo accusato di aver tentato di adescare una tredicenne

Valeria Terranova
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Convertita in divieto di avvicinamento la misura cautelare degli arresti domiciliari stabilita quasi un mese fa nei riguardi di un 43enne, residente in un piccolo centro della provincia, che avrebbe cercato di adescare una ragazzina di 13 anni invitandola a salire in macchina. É tornato in libertà per quanto concerne il reato di stalking, ma rimane indagato a piede libero per l’accusa di violenza sessuale. Il Tribunale del Riesame di Roma martedì 8 marzo ha riformato su istanza del difensore l’avvocato Luigi Mancini, l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale capitolino il 15 febbraio scorso su istanza della Dda di Roma nei confronti del quarantenne, finito ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico per stalking venerdì 18 febbraio a seguito di tale disposizione.

 

Nello specifico, la riforma consiste nella sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati. Il 43enne, che dovrà tenersi a debita distanza dalla piccola, nel corso dell’interrogatorio di martedì 22 febbraio si è dichiarato estraneo ai fatti. L’uomo, sottoponendosi alle domande dei magistrati e del proprio difensore, l’avvocato Luigi Mancini, ha spiegato alcuni aspetti e ha contestualizzato le circostanze, sostenendo che la ragazzina avesse frainteso e travisato i suoi commenti. L’uomo, nel corso della seduta, ha ammesso di aver incontrato la giovanissima mentre era in compagnia di alcuni amici e ha riferito che si trattò di una battuta e che gli incontri seguenti furono del tutto casuali, ridimensionando la vicenda e respingendo gli addebiti. Secondo le ricostruzioni, il quarantenne avrebbe molestato la piccola vittima in momenti diversi e gli episodi in contestazione risalirebbero ad agosto e settembre del 2021. Il quarantenne nell’arco di due mesi avrebbe tallonato la ragazzina e avrebbe provato ad approcciarla svariate volte, fino a quando le sue insistenze si fecero ancora più pressanti.

 

Il 43enne, in particolare, sarebbe arrivato a proporre alla piccola di salire a bordo della sua auto. Invito che la minore non avrebbe raccolto, sfuggendo in questo modo a un eventuale epilogo drammatico. Stando alle ipotesi accusatorie, elaborate dal pm della procura distrettuale antimafia di Roma, competente fino all’apertura del dibattimento per alcuni reati commessi ai danni di minorenni, e che ha coordinato le indagini a carico dell’uomo, l’intento del presunto molestatore sarebbe stato quello di abusare sessualmente della 13enne.