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Dearsenificatori Viterbo, fondi a rischio per sette comuni della Tuscia

Massimiliano Conti
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Ammontano a quasi 4 milioni di euro i fondi destinati dalla Regione a 12 comuni appartenenti all’ambito Vt1 per l’adeguamento delle reti idriche e fognarie e degli impianti di depurazione delle acque reflue per il triennio 2021-23. Una buona parte di questi fondi rischia però di andare perduta, di prendere altre strade. Il motivo? La mancata cessione del servizio idrico. Il piano regionale infatti parla chiaro: il soggetto attuatore degli interventi, tra i quali c’è anche la manutenzione dei dearsenificatori, deve essere Talete. Rischiano quindi proprio quei comuni che o non sono ancora entrati nella società, o non hanno avviato le procedure per farlo o che addirittura hanno in atto contenziosi con la Regione per poter continuare a gestire l’acqua in autonomia.

Di questo si è parlato ieri mattina in Provincia nella riunione della consulta d’ambito, che ha provveduto a rinnovare l’incarico all’avvocato Lorenzo Grisostomi Travaglini per l’aggiornamento del piano d’ambito, atto propedeutico alla cessione del 49% delle quote di Talete ai privati. “La condizione perché i comuni beneficino di questo finanziamento regionale – spiega l’ingegner Giancarlo Daniele, responsabile della segreteria tecnica Ato – è che cedano entro il 2024 il servizio idrico a Talete. Con alcuni di questi comuni, come Fabrica, come Ata abbiamo già avviato un confronto per il futuro ingresso".

"Chi deciderà di restare autonomo dovrà provvedere da solo anche alla manutenzione dei dearsenificatori, aumentando le tariffe o trovando da sé i fondi. Pena il dover pagare multe europee milionarie per lo sforamento dei parametri”. I comuni interessati dal finanziamento sono Tuscania (420 mila euro), Bagnoregio (168 mila), Grotte di Castro (300 mila), Farnese (495 mila), Ronciglione (500 mila), Monte Romano (405 mila), Fabrica (800 mila, distribuiti su quattro distinti interventi), Castel Sant’Elia (180 mila), Magliano Romano (93 mila), Mazzano (120 mila), Soriano nel Cimino (180 mila) e Blera (187 mila euro). Magliano e Mazzano, come noto sono due comuni della provincia di Roma ma che rientrano nell’Ato Vt1, mentre Castel Sant’Elia, Soriano e Blera sono tutti già in Talete: nel loro caso il finanziamento, che riguarda la realizzazione di nuovi pozzi, non è a rischio.