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Guerra, ceramiche di Civita Castellana tremano. Patrizi (Federlazio): "Doppio danno per le aziende"

Alfredo Parroccini
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La cruenta guerra in corso tra la Russia e l’Ucraina si sta rivelando deleteria e molto pericolosa per le sorti del Distretto industriale di Civita Castellana. A regnare è ormai soltanto l’incertezza. Giampiero Patrizi, responsabile del comparto della ceramica di Federlazio, spiega: “Attualmente le aziende ceramiche debbono affrontare due grosse difficoltà. Da una parte il problema del caro-energia. Su questo delicato fronte, se non stiamo allo stremo, poco ci manca. Il costo del gas, già schizzato al 500% negli scorsi mesi, è ulteriormente aumentato con lo scoppio del conflitto in Ucraina, penalizzando pesantemente i ricavi aziendali”. 

 

“Inoltre - aggiunge -, pende come una spada di Damocle, come si ventila e si dice da più parti, il probabile taglio della sua fornitura al fine di razionalizzare i consumi a livello nazionale. Se ciò dovesse accadere, sarebbe decisamente un brutto colpo per tutte le imprese.Non ci sono dubbi. Dall’altro esiste il problema prettamente commerciale. Per molte aziende del Distretto industriale di Civita Castellana i mercati sia dell’Ucraina che della Russia erano e sono importanti”. 
“Da alcuni anni - racconta Patrizi -, diverse nostre aziende hanno lanciato con successo il trend del cosiddetto ‘ bagno classico’ su entrambi i Paesi che, avendo la stessa cultura e lo stesso gusto, procedono all’unisono. Infatti l’assurdità di questa guerra colpisce ancora di più perché si tratta di uno scontro fratricida. Per il momento i nostri clienti russi ed ucraini riescono ad importare. Tuttavia i loro ordini si riferiscono a commesse stipulate nel passato, precedenti. Di ordini nuovi non arriva nulla, non c’è traccia. Il conflitto ha bloccato tutto. Al momento le famiglie non si preoccupano di costruire case o di sistemare esteticamente o funzionalmente i bagni. Hanno problemi più gravi e imminenti da risolvere”.

 

“Mi auguro - conclude -, che queste due problematiche possano essere risolte nel breve-medio periodo. Ora domina l’incertezza e la paura tra gli imprenditori. Una situazione che, protraendosi, sarà difficile da gestire e da inquadrare con chiarezza”.  Insomma il conflitto tra la Russia e l’Ucraina sta inasprendo la crisi energetica e i suoi pesanti effetti già, purtroppo, in atto nei mesi precedenti. Soluzioni concrete e felici non appaiono ancora all’orizzonte. Ma ora viene colpita duramente anche una parte sostanziosa dell’export commerciale, aprendo così sul mercato scenari imprevedibili e preoccupanti.