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Viterbo, bastonate e cavalli rubati. Due fratelli in lotta in tribunale

V. T. 
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La settimana scorsa sono ripresi i due procedimenti che riguardano due fratelli di Arlena di Castro, che da diversi anni hanno deciso di darsi battaglia a suon di querele reciproche. Nei due dibattimenti infatti i due uomini sono sia imputati che parti civili. Uno accusa l’altro di lesioni gravi, procedimento che si sta celebrando davanti al giudice Francesco Rigato.
In questo caso la parte civile sostiene di essere stata colpita alla testa dal consanguineo con una bastonata 7 anni fa. Viceversa, l’altro fratello finì a processo come imputato per via di un presunto furto di 4 cavalli di proprietà del congiunto, risalente a 8 anni fa. I due sono assistiti dagli avvocati Corrado Cocchi e Luca Paoletti. 

 

 

Giovedì 24 febbraio relativamente al primo dibattimento, che riguarda la lite avvenuta l’11 maggio del 2015 in un terreno situato in località Banditaccia, durante la quale l’imputato avrebbe spaccato un bastone in testa al fratello, ha testimoniato la figlia dell’uomo accusato, che dopo aver ricostruito le vicende famigliari, ha dichiarato che lo zio avrebbe provocato il padre continuamente. “Mio zio lo accusava di maltrattare i cavalli e lo denunciò anche per questo – ha affermato -. Io non ero presente, ma mio padre aveva problemi alla schiena”. 

 

Venerdì 25 febbraio è ricominciato invece il procedimento in cui la presunta vittima del precedente fatto ricopre il ruolo di imputato. Si tratta del furto dei cavalli, contesi tra i due fratelli. L’accusato ha ammesso di aver ceduto i destrieri a terzi senza sentire il parere del fratello, intascando dunque i soldi della vendita e dopo averli venduti avrebbe denunciato lo smarrimento degli equini. 
I due processi ormai alle battute finali riprenderanno il 10 e il 25 novembre e al termine delle discussioni sono previste le rispettive sentenze.