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Viterbo, massaggi a luci rosse nel centro cinese. I clienti fanno scena muta

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Ieri 2 marzo in aula hanno sfilato altri 5 clienti che usufruirono di massaggi dal finale erotico in un centro benessere in via Garbini gestito da una 40enne cinese, finita davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini con le accuse di esercizio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

 

Nonostante le reticenze i cinque uomini, tra i 51 e i 60 anni, tutti viterbesi tranne uno, residente a Bolsena, hanno confermato quanto riferito in prima battuta ai carabinieri nel marzo del 2017. Le investigazioni furono complicate sin da principio scattarono nel settembre del 2016 si conclusero al luglio del 2017 con il sequestro dell’attività commerciale amministrata dall’imputata, assistita dall’avvocato Emilio Lopoi.

 

Gli inquirenti predisposero dei lunghi e difficili appostamenti prima di intervenire, e nonostante le numerose riluttanze riscontrate nel corso delle indagini riuscirono a interrogare parecchi frequentatori di quello che doveva essere un centro benessere specializzato in trattamenti orientali, ma che offriva prestazioni a luci rosse. Infatti, citati in qualità di testimoni nel corso del dibattimento, in molti hanno disertato le udienze, durante le quali avrebbero dovuto rendere ciascuno la propria deposizione in merito alle esperienze a luci rosse. Tuttavia, a seguito di un comunicazione inoltrata ai testi dal pm Chiara Capezzuto in gran parte alla fine si sono presentati in aula. Il processo riprenderà il 18 maggio.