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Viterbo, "Veleno nel caffè". Drammatica testimonianza in aula di una donna vittima di maltrattamenti

V. T.
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“Il nostro non fu un matrimonio felice. Penso che provò anche ad avvelenarmi. Ogni volta che mi preparava il caffè o altro mi sentivo male”. E’ iniziata con queste parole la testimonianza di una trentenne rumena, che nel 2019 denunciò l’ex marito per maltrattamenti in famiglia.

 

“Io non lavoravo perché mi occupavo dei figli. Mia madre mi aiutava economicamente. Quando comunicai a mio marito di volermi separare nel 2018 la situazione precipitò – ha raccontato la presunta vittima-. Lui diventò aggressivo e mi diceva che avrebbe voluto vedermi morta. Era fine febbraio di due anni fa quando dopo essere tornati da una cena mi ricordai di dover chiudere le galline nel pollaio e lui, ubriaco, mi mise le mani al collo per strozzarmi davanti a una delle figlie e così lo denunciai. Due giorni dopo gli chiesi di aiutarmi ad ammazzare i polli e gli passai un coltello. In quel momento con il fendente in mano mi disse ‘adesso potrei anche ammazzarti, tanto non ci vedrebbe nessuno".

 

La donna nel prosieguo della deposizione ha riferito che l’ex compagno tra 2018 e 2019 avrebbe tentato di avvelenarla con il caffè. “Quando mi rivolsi al medico rappresentando i malesseri che avevo accusato, dopo avermi visitata mi consigliò di non accettare cibo o bevande da mio marito. Continuo ad avere paura di lui, nonostante abbia un divieto di avvicinamento dal Tribunale”.