Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Covid Viterbo, partono le somministrazioni di Novavax

  • a
  • a
  • a

Prendono il via oggi in due centri vaccinali della Tuscia le somministrazioni del nuovo vaccino Novavax, rivolto alla platea dei cittadini che non hanno ancora ricevuto neanche le prime dosi. La prenotazione on line è l’unico modo di accesso, la procedura è stata avviata il 25 febbraio. Il vaccino Nuvaxovid (Novavax), spiega la Asl, “si basa sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata per altri vaccini, come quello già in uso contro l'epatite B e il papilloma virus. L’uso è stato autorizzato dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco)”. Possono prenotare il vaccino Novavax persone dai 18 anni in su; la somministrazione della seconda dose dovrà essere effettuata a distanza di tre settimane dalla prima. Il sistema di prenotazione, contestualmente alla scelta dell’appuntamento della prima dose, fisserà l’appuntamento per la seconda. Due sono gli hub vaccinali individuati dalla Asl di Viterbo per la somministrazione del vaccino Novavax: a Viterbo quello della parrocchia di Santa Maria della Grotticella e a Civita Castellana la sala Mice in via Mazzini 2.

Spiega ancora la Asl: “I dati disponibili sul vaccino Nuvaxovid hanno mostrato una efficacia di circa il 90 per cento nel prevenire la malattia Covid-19 sintomatica anche nella popolazione di età superiore ai 64 anni. Il profilo di sicurezza si è dimostrato positivo, con reazioni avverse prevalentemente di tipo locale”. Con questo tipo di vaccino le autorità sanitarie si propongono di convincere almeno una parte di quella fascia di popolazione non immunizzata, per ridare slancio alla campagna vaccinale che nelle ultime settimane sta rallentando. L’Aifa, nel presentare il Nuvaxovid, spiega che “predispone l’organismo a difendersi contro Covid-19. Contiene una versione prodotta in laboratorio della proteina spike, oltre a un ‘adiuvante’, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino. Una volta iniettato il vaccino, il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà la proteina come estranea e risponderà producendo le proprie difese naturali (ossia gli anticorpi e le cellule T).

Qualora, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con Sars-CoV2, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike presente sulla superficie del virus e sarà pronto a combatterla. Anticorpi e cellule immunitarie possono proteggere contro Covid-19, lavorando insieme per uccidere il virus, prevenirne l'ingresso nelle cellule dell’organismo e distruggere quelle infettate”. Circa i benefici di Nuvaxovid emersi dagli studi condotti, spiega ancora l’Aifa, “i risultati di due studi clinici principali hanno mostrato che è efficace nel prevenire Covid-19 nei soggetti a partire dai 18 anni di età”; aggiungendo tuttavia che “il ceppo originale di Sars-CoV-2 e alcune varianti di preoccupazione, come Alfa e Beta, erano i ceppi virali più comuni in circolazione al momento della conduzione degli studi. Attualmente esistono dati limitati sull'efficacia di Nuvaxovid contro altre varianti di preoccupazione, tra cui Omicron”.